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Sperimenti nuove frontiere del gusto e dell’interior design laddove l’inquietante abatjour con gatto impagliato in 3d sita al tuo fianco, in fondo ti piace.

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L’altra sera, cioè stasera, stavo guardando la Superstoria (che poi sarebbe uno di quei programmi che guardi con occhi lucidi pensando, sognando, che ti ci potrai rifugiare sentendoti al sicuro per sempre).

Comunque stavo guardando la Superstoria, speciale Sanremo, e ho capito una cosa.

Alla luce dell’ospitata di Michail Gorbačëv e consorte al Sanremo di Fazio, Dulbecco e Laetitia Casta (era il novantanove, e Dulbecco, totalmente incapace di capire la logica del cambio di telecamera, si apprestava a rischiare l’autocombustione del miocardio alla vista dei perizomi di Anna Oxa),

e alla luce dell’ospitata del Coro dell’Armata Rossa diretto da Toto Cutugno al Sanremo della coppia Fazio – Littizzetto (era il 2013, ve lo ricorderete perché c’era il Cile tra i giovani),

dati questi elementi, appare evidente come il filo rosso che  unisce i Festival condotti da Fazio è la pervicace ricerca di un sistema atto a demolire per sempre l’estetica socialista sovietica.

A ogni modo, io sono pronta.

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“Ciao RadioBirikina, volevo tanto ascoltare la canzone Dieci Ragazze di Lucio Battisti e dedicarla a Silvio Berlusconi, perché adesso che ha molto tempo per sé stesso potrà dedicarne di più alle sue ragazze. Grazie.”

Ore 13.50 di venerdì due agosto 2013. Voce di anziana tremante, echeggia dalla mia radio preferita di sempre.

Ieri sera il Gruppo d’Ascolto è stato tragicamente atomizzato. Fortitudo, dopo essersi congedata da un aperitivo con gli amici adducendo scuse tipo Bè scusate devo proprio andare, ho fame e ho sonno, dal tinello della Casa Torre segue in diretta skype con La Talent Scout, la quale mi scrive “Il costumista stasera è in mobilità, la gente si veste come cazzo vuole”. Dopo aver sfamato altre cento coppiette e un cane volpino molto vaporoso, rientro in tempo per la proclamazione finale e il recupero di alcuni passaggi chiave:

  • Maria Nazionale [di cui alleghiamo una imperdibile intervista] è vestita da sirenotta celeste.
  • Malika Ayane è vestita da novizia.
  • Chiara Galiazzo rispetta il lutto della serata precedente.
  • Max Gazzè arriva vestito da Capitan Harlock e con una lente a contatto azzurra. Quest’ultimo particolare ci insegna che Madre Natura anche se sembra di no, ha sempre dei disegni precisi, tipo farti nascere con gli occhi scuri perché altrimenti saresti sembrato un camaleonte in acido.
  • Arriva una modella vestita da centrino rosso, poi va via. Poi torna, poi va via.
  • I Modà non lo so come sono vestiti, ma suppongo da omini del calcio balilla quando vanno in chiesa alla domenica, come al solito.
  • Simona Molinari si da alla mitologia ed è travestita da pitone alato.
  • Gli Elii si pavarottizzano, ma in quell’out-fit ci vedo anche della Monty Pythonizzazione. Una corista non riesce a compiere il suo dovere e ad ogni inquadratura si evince che sta ridendo e basta.
  • Marco Mengoni vince e reagisce con l’autismo. Privo di emozioni apparenti, coccola il suo premio mentre il Sindaco [ era il Sindaco?] della città parla della coltivazione dei ranuncoli.

Arrivati in fondo, mi sento di dire che, piaccia o non piaccia, Fazio e la Littizzeto sono stati i fautori del primo Festival di [complessiva] buona qualità da almeno un decennio a questa parte. Pochi tempi morti, ospiti più ponderati, tempi non biblici, meno vallettismi e soprattutto una buona metà di bei pezzi [o almeno di pezzi che non ti fanno desiderare di strappare l’autoradio a morsi e lanciarlo dal finestrino].

Ringraziamo i personaggi secondari che hanno allietato queste serate:

  • Il direttore d’orchestra di Antonio Maggio che gli fa i cori in falsetto.
  • Le vocali di Antonio Maggio
  • Il corista con le basette abbonato ai la-la-la da coro russo. Sappi che Fortitudo scapperebbe con te anche in Kamchatka.
  • Il pianista che in realtà è Mario Monti.
  • La barba di Beppe Vessicchio.
  • Peter Cincotti, il Big Jim che per tutte queste sere ha duettato con Simona Molinari.
  • Il giovane scomposto che non si è filato nessuno/il dj anni ’90.
  • La Barbie sfregiata da una felicità parziale/aiutata da flute di champagne.
  • Il fattore cromatico.
  • Il pubblico da casa che ha votato Maria Nazionale.

simona molinari, il pitone alato e peter cincotti.

Avrei tanto voluto seguire in modo adeguato la semifinale, ma ieri sera un altro centinaio di coppie, ancorché non fosse più S.Valentino, si sono dimostrate assai affamate di amore e carne bovina.

Le informazioni raccolte dal Gruppo d’Ascolto della Casa Torre sono le seguenti:

  • “E Pippo Pippo non lo sa/che è il suo corpo che cambia/nella forma e nel colore/è in decomposizione”
  • Pippo Baudo, oltre che di inconsapevolezza, è arrivato armato di una statua celebrativa di Mike Buongiorno.
  • “Lo stilista dev’essere stato ucciso, perché erano vestiti tutti a lutto”
  • Elio e Le Storie Tese, e Rocco Siffredi. Fazio non è presente sul palco perché sta inaugurando la statua di Mike Buongiorno. Il “Ti amo Rosa” finale di Rocco era evidentemente dedicato alla nostra padrona di casa.
  • Il Cile viene chiamato sul palco in quanto vincitore del premio per  il miglior testo. Ci arriva zigzagando e dicendo cose a caso come in questo video in cui è ubriaco nei corridoi dell’albergo come un tredicenne in gita delle medie. Da questo video si evince che il titolo della sua biografia prossima ventura sarà “Il Fattore Cromatico”.

Quel che ho visto con i miei occhi sono le seguenti cose:

  • Antonio Maggio con un papillon blu elettrico tempestato di pailettes che vince tra i giovani, e fa quella cosa che faccio quando ascolto Anthony and the Johnsons pensando alle elezioni politiche del 24 febbraio. Piange. Seminando il panico tra il Gruppo d’Ascolto. Luciana Littizzetto esclama “Primo Maggio”, e torna a casa contenta.
  • Renzo Rubino che vince il premio della critica. Fortitudo mi comunica che in un’intervista Rubino ha dichiarato “Non è una canzone che parla di temi sociali, è una canzone d’amore. L’unico tema sociale che tratta, al massimo, è il problema della scomparsa dei postini.”

Ieri, dopo essermi assicurata che un centinaio di coppie innamorate o presunte tali ottenesse un posto a un tavolo per cenare, sono tornata ai fasti residui dell’Ariston. Nel tinello di casa [non che io abbia un tinello, o che abbia mai capito di cosa si tratti, ma è bello dirlo], ho trovato il gruppo di ascolto formato dalle Antropologhe [che per chiarezza chiameremo rispettivamente La Talent Scout e Fortitudo], del succo al pompelmo, molto tabacco, e Antonio Maggio {seguiranno alcuni commenti da italiano medio}:

  • Antonio Maggio, ex X factorino, ex Aram Quartet, è attualmente in gara tra i giovani ed è molto bravo.
  • Antonio Maggio è bello, anzi, è bbbello.
  • Antonio Maggio con il papillon sta benissimo.
  • Antonio Maggio, non passare mai dai Giardini di Venezia.
  • La Talent Scout mi fa dei riassunti e si pone in guisa di fashion consultant: “Maria Nazionale, di cui abbiamo una diapositiva {segue imitazione di Fortitudo, purtroppo non riproducibile per questioni di privacy}, Maria Nazionale l’abbiamo già vista vestita con un sacchetto fucsia. Dato che il sacchetto fucsia non funzionava hanno cercato di strutturarla con un tappeto nero” / “In generale, i costumisti, dato che hanno finito le tende, hanno iniziato con il cellophane e lo stile packaging”
  • Recupero il video con l’esibizione di Anthony and the Johnsons e faccio quello che faccio ogni volta che penso alle politiche del 24 febbraio. Piango.
  • E’ arrivato Al Bano, che aspettavo tanto. Ha cantato alcuni dei pezzi migliori del suo repertorio, ha lanciato le sue corde vocali come un lazoo tra la platea, fatto flessioni, e commentato, all’arrivo dei fiori per Laura Chiatti “Sono crisantemi?”.
  • Flashback: l’anno scorso Norman, durante l’adempimento dei suoi passati doveri, ha scaricato dal computer della biblioteca la collezione platinum di Albano Carrisi [tre album pieni di magia e suggestione]. La collezione platinum di Albano Carrisi ha craccato il sistema dell’intero palazzo.
  • Tra i giovani passa anche Antonio Maggio, la Talent Scout si trasforma in Paolo Vallesi e commenta: “Se lo merita, dopo anni di sofferenza nella penombra della vita”.
  • Non so se lo sapete, ma domenica se volete andare da o venire a Venezia, lasciate perdere. La stazione di Mestre sarà bloccata perché devono far brillare due mine della Seconda Guerra Mondiale.

Alla fine abbiamo pensato che lanciare un sacchetto pieno di merda nel canale sarebbe stato poco elegante. Dunque lo abbiamo camuffato e messo tra il resto dell’immondizia da ritirare porta a porta, davanti a quella del vicino.

maria nazionale, simona molinari e chiara galiazzo fasciate in alcuni degli abiti più inguardabili di questo sanremo 2013