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Archivio mensile:febbraio 2016

Oggi l’uomo mio per festeggiare San Valentino mi ha spiegato un po’ le onde gravitazionali, diceva che è come se fossimo in uno stagno, ma se siamo in uno stagno allora dovremmo supporre che per esempio fuori dallo stagno ci sia anche un parco, ed è questo, ha concluso, uno di quei momenti in cui capisci che sei uno stronzo.

“Se mi fossi ammalato nella Parigi prerivoluzionaria sarei stato trattato come l’indemoniato di Gerasa e mi avrebbero spedito in un lazzaretto tra lebbrosi e appestati.
Se mi fossi ammalato prima di Cristo mi avrebbero lasciato di peso su un lato della strada perché nessuno aveva ancora inventato la compassione.
Se fossi stato Adamo, Dio avrebbe deciso che l’uomo non era una macchina poi così perfetta. Avrebbe abdicato alla corsa ai meriti, lasciando che da subito potessimo parlare di caso, disordine, entropia.
Se mi fossi ammalato prima di Dio sarei morto senza spiegazioni.
Quando da sotto ho sentito una frenata brusca e il rumore di uno scontro tra due macchine, non ricordavo più se avevo preso o meno la pastiglia. Ho rimesso il Sinemet al suo posto e sono andato al lavoro.”

{ Un giorno per disfare, Raffaele Riba, 66thand2nd Editore, 2014 }

disfare

L’altro giorno, cioè prima, ero al telefono con l’uomo mio e gli ho detto tutto bene, nel pomeriggio ho dormito un paio d’ore causa mal di testa causa che non mi ricordavo che il Carnevale non lo reggo più e con due gin tonik poi sono postumi di ore ventiquattro, quindi tutto bene a parte che ho fatto un mezzo incubo, avrai molta voglia di conoscerne il plot, immagino. In pratica di mezzi incubi ambientati in questo appartamento di domicilio con bella vista in zona centrale ma tranquilla ne faccio pochi, ma quando ne faccio hanno un elemento ricorrente che immagino avrai molta voglia di sapere qual è. Succede che mi sveglio cerco di accendere l’abat-jour e non si accende, mi alzo per accendere la luce grande e non si accende, provo quella del corridoio e non si accende neanche quella. L’uomo mio allora ha detto in pratica è l’incubo di quando non paghi la bolletta della luce.