lasciti del duemilaquindici, propositi per il duemilasedici

Rianimare inbassoadestra, quantomeno aggiornandolo con maggiore puntualità. Per il resto evito scaramanticamente di pronunciarmi, che da un paio d’anni a questa parte Paolo Fox non solo sembra aver perso le chiavi del mio cuore, ma mena pure gramo.

Intanto La questione più che altro è stata segnalata da Giuseppe Fantasia su Huffington Post tra i dieci libri per le feste, e visto che l’Epifania tutte le feste se le porta via e che l’Epifania non è ancora arrivata facciamo che il consiglio vale anche post Natale [cliccare QUI per credere]

Il duemilaquindici lo saluto con un certo rispetto, ché mi ha dato tanto, e un racconto inedito, scritto nel duemilaquattordici e pubblicato per la prima volta solo due giorni fa su Poetarum Silva. Si intitola “Uno scoiattolo volante sottilissimo”, ci tengo molto e lo considero uno spin-off de La Questione.

“#1

Autobus // 07:50 // la ragazza seduta al mio fianco legge Cosmopolitan e si sofferma sui test.

La pagina di quello che vorrebbe appurare se tu in quanto femmina “Condividi troppo?” è decorata da fumetti esplicativi come “Sai cos’ho mangiato a pranzo?”/”La mia psichiatra dice che non so frenarmi”/”Ho fatto un sogno incredibile, ora te lo racconto”/”Oh no, è finito di nuovo il lubrificante”.

È quasi inverno, è quasi Natale, dopo breve permanenza in terraferma sto tornando al sicuro della laguna. Qui dentro, grazie alla densità dei passeggeri, c’è il tepore confortevole proprio delle mangiatoie. Ho trovato un posto a sedere e questo contribuisce a migliorare il mio umore. Tiro fuori dalla borsa il cellulare tecnologico, mio nuovo compagno dopo aver con amarezza mandato in pensione il suo predecessore, la fiera Torcia Con I Tasti. Approfitto della fortunata vicinanza con la ragazza di Cosmopolitan per trasformare la pagina del test in uno status brillante. Lo pubblico su Facebook e condivido su Twitter. Poi scrollo l’home page del mio Tumblr preferito, dove ci sono sempre immagini stupide che mi danno grandi soddisfazioni. L’unico problema è che quando fa molto caldo o molto freddo il suo curatore sente il bisogno di  rendere noto a tutti il fatto che si sente infoiato, e il mio Tumblr preferito diventa una raccolta di bei culi e grosse tette. In questo periodo è ancora abbastanza controllato. Scrollo la pagina e trovo un’immagine di Jessica Fletcher che mi piace troppo per lasciarla lì, dunque la condivido prima su Facebook e poi su Twitter. Twitter è un posto in cui non riesco ad inserirmi bene, ma lo tengo perché alla fine è simpatico e come sfondo ci ho messo un uomo travestito da banana.

Ho viaggiato tutta la notte su un’auto condivisa con sconosciuti. Si trattava di un passaggio trovato su un sito di passaggi. Negli ultimi tempi questo sistema è molto in voga anche a causa dei folli aumenti dei biglietti del treno, ed è strutturato in modo che tu possa decidere a chi chiedere uno strappo in base alle recensioni che ha ricevuto da altri utenti. Penso che sia una cosa bellissima, è come un autostop in cui paghi un contributo moderato per la benzina e non passi per il fastidio di rischiare di essere ucciso. Non ho dormito e quando non si dorme le cose sembrano più vicine nel tempo e nello spazio. Poche ore fa ero a Roma, in Piazza della Repubblica, ed era una splendida giornata di sole. Una splendida giornata di sole con lo sciopero totale dei mezzi. Ho atteso ore in quella piazza che finissero i cortei, calasse il giorno e arrivasse il mio passaggio condiviso.

Ho ingannato il tempo cercando di recuperare contatti perduti con messaggi del tipo “amica mia, da quando ho cambiato la torcia con i tasti per questo telefonino di avanguardia non è stato che un problema continuo. Devi sapere che due settimane dopo il suo arrivo esso vibrando è precipitato da una mensola. Non si è rotto, più che altro si è semplificato. Ragion per cui adesso se mi chiedi di contattarci tramite Whatsapp per risparmiare non posso farlo, in quanto tutte le applicazioni scaricate sono andate a nascondersi nel mondo delle idee. Posso però accedere a Facebook tramite browser e chiederti il numero di telefono, come sto in effetti facendo, poiché nel passaggio dalla torcia con i tasti a questo strumento del demonio ho anche perso molti numeri, tra cui il tuo. A parte questo come stai? Vediamoci presto”. In molti per ora non hanno ancora risposto (…) (Continua su Poetarum Silva)

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