antologia privata

“Ho conosciuto uomini e donne che si sono sposati ad un convegno dedicato ad un autore; altri hanno semplicemente e frettolosamente fornicato; qualcuno ha commesso omicidio, e molti, nutriti in modo sconveniente, hanno incontrato prematura morte. Altri sono stati derubati, uccisi, rapiti, torturati, complimentati, applauditi, mormorati, deplorati. Tuttavia, a mio avviso, tutto ciò non prova con sicurezza che l’autore esista. Direi anzi che l’abbondanza di segni di riconoscimento sia sospetta: come quando si fanno stare a casa i bambini da scuola in onore della Patria o della Vittoria, che ovviamente non esistono. E’ incredibile la quantità di cose che riesce a fare gente che non è mai nata: Romolo fondò Roma, Noè fece l’Arca, Robinson sopravvisse vent’anni in un’isola deserta, con lo scomodo aggiuntivo di muoversi tra pagine e parole di un grosso libro, due volumi. Quale stupendo espediente dell’anima è, ad esempio, l’autobiografia immaginaria, o l’autobiografia anonima; e nella autobiografia tradizionale, chi è il personaggio e chi l’autore? Basta questo esempio per dimostrare come in nessun modo si possa catturare codesto autore. Esso non è che un indizio, una macchia di sangue, un giornale strappato, un urlo nella notte che nessuno ha sentito, eccetto un signore anziano che l’ha scambiato con il fischio di un treno.”

[Giorgio Manganelli _ Antologia privata (pag 61 Pinocchio: un libro parallelo) _ Quodlibet 2015]

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