dispiace più a te che a me

Tu, cliente medio che entri nel bagno del ristorante dove lavoro mentre mi appresto a pulire gli acquitrini di urina lasciati dai tuoi consimili e predecessori.

Tu, che quando ti dico di aspettare fuori cinque minuti rispondi sorridendo con uno squillante va bene e te ne resti ad aspettare guardandomi sulla porta.

Te lo devo dire,

Quello che vedi non sta per trasformarsi in un film porno, ma già che ho i guanti di plastica posso valutare l’ipotesi di utilizzarli per praticarti un’ispezione rettale.

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