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Archivio mensile:novembre 2013

Dopo io lì, al teatro occupato, mi ero allontanato, all’ingresso avevo incontrato uno che conoscevo che si era allontanato anche lui, mi aveva guardato, aveva scosso la testa, Sai cosa bisogna fare? mi aveva chiesto. Cosa? Chiudere i centri sociali, riaprire le fabbriche.

[Noi la farem vendetta _ Paolo Nori _ I Narratori Feltrinelli _ 2006 ]

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Ieri notte entra la coinquilina talent scout mi guarda e dice, Proud Mary, non è che adesso puoi tagliarti i capelli ogni volta che c’è qualcosa che non va. La prossima volta ti rapi? Quella dopo ti tatui il cranio?

L’altro giorno ho tagliato i capelli in un modo che da bambina lo odiavo e mi costringeva la genitrice e adesso l’ho fatto di mia sponte. Andrebbe anche bene, non fosse che è giorni che giro per casa con un cappuccio di pile perché ho freddo al coppino. Ho scoperto che nel freddo al coppino ci trovo qualcosa di umiliante.

Sarà che stavo leggendo una cosa di Paolo Nori che si chiama “Si chiama Francesca, questo romanzo”, e dentro diceva così,

“Con una fiacca una stanchezza come se avevano addosso una svogliatezza che alle mie voci non gliela riconoscevo Scrivi, scrivi, scrivi, scrivi, scrivi, dicevano.

Che io allora prendevo in mano il mio quadernetto, mi veniva in mente solo una frase di un poeta russo Ho imparato la scienza degli addii, nel piangere notturno a testa nuda, (…)”

L’altro giorno ho fatto la spesa più inutile della mia vita. Constava di tre birre doppio malto, una barattolino di pesto, un litro di latte parzialmente scremato, una confezione di cioccolata calda 5 buste, e una di copiose merendine ai cinque cereali, cacao e un numero ics di additivi chimici. Quelle con cui puoi partire alla grande anche tu.

L’unico obiettivo di questa spesa era andare a confortare gente sconfortata, poi con Norman abbiamo capito due cose e deciso di tenerla per confortare noi e basta. La prima è che non faremo in tempo a trovare una casa di ricambio entro dicembre, la seconda che sotto i ponti di Venezia c’è l’acqua.

Sulla confezione di cioccolata calda un adesivo diceva che se avessi mandato un certo codice a un certo numero forse avresti vinto una ricarica da 50 euro o un viaggio a Cuba. Il numero ha risposto indietro peccato non hai vinto, gioca ancora e ritenta la fortuna. Mittente, Ciobar.

Norman ha zampettato via dicendo, chissà cosa ne avrebbe pensato Kafka.