sanremo 2013 _ finale

Ieri sera il Gruppo d’Ascolto è stato tragicamente atomizzato. Fortitudo, dopo essersi congedata da un aperitivo con gli amici adducendo scuse tipo Bè scusate devo proprio andare, ho fame e ho sonno, dal tinello della Casa Torre segue in diretta skype con La Talent Scout, la quale mi scrive “Il costumista stasera è in mobilità, la gente si veste come cazzo vuole”. Dopo aver sfamato altre cento coppiette e un cane volpino molto vaporoso, rientro in tempo per la proclamazione finale e il recupero di alcuni passaggi chiave:

  • Maria Nazionale [di cui alleghiamo una imperdibile intervista] è vestita da sirenotta celeste.
  • Malika Ayane è vestita da novizia.
  • Chiara Galiazzo rispetta il lutto della serata precedente.
  • Max Gazzè arriva vestito da Capitan Harlock e con una lente a contatto azzurra. Quest’ultimo particolare ci insegna che Madre Natura anche se sembra di no, ha sempre dei disegni precisi, tipo farti nascere con gli occhi scuri perché altrimenti saresti sembrato un camaleonte in acido.
  • Arriva una modella vestita da centrino rosso, poi va via. Poi torna, poi va via.
  • I Modà non lo so come sono vestiti, ma suppongo da omini del calcio balilla quando vanno in chiesa alla domenica, come al solito.
  • Simona Molinari si da alla mitologia ed è travestita da pitone alato.
  • Gli Elii si pavarottizzano, ma in quell’out-fit ci vedo anche della Monty Pythonizzazione. Una corista non riesce a compiere il suo dovere e ad ogni inquadratura si evince che sta ridendo e basta.
  • Marco Mengoni vince e reagisce con l’autismo. Privo di emozioni apparenti, coccola il suo premio mentre il Sindaco [ era il Sindaco?] della città parla della coltivazione dei ranuncoli.

Arrivati in fondo, mi sento di dire che, piaccia o non piaccia, Fazio e la Littizzeto sono stati i fautori del primo Festival di [complessiva] buona qualità da almeno un decennio a questa parte. Pochi tempi morti, ospiti più ponderati, tempi non biblici, meno vallettismi e soprattutto una buona metà di bei pezzi [o almeno di pezzi che non ti fanno desiderare di strappare l’autoradio a morsi e lanciarlo dal finestrino].

Ringraziamo i personaggi secondari che hanno allietato queste serate:

  • Il direttore d’orchestra di Antonio Maggio che gli fa i cori in falsetto.
  • Le vocali di Antonio Maggio
  • Il corista con le basette abbonato ai la-la-la da coro russo. Sappi che Fortitudo scapperebbe con te anche in Kamchatka.
  • Il pianista che in realtà è Mario Monti.
  • La barba di Beppe Vessicchio.
  • Peter Cincotti, il Big Jim che per tutte queste sere ha duettato con Simona Molinari.
  • Il giovane scomposto che non si è filato nessuno/il dj anni ’90.
  • La Barbie sfregiata da una felicità parziale/aiutata da flute di champagne.
  • Il fattore cromatico.
  • Il pubblico da casa che ha votato Maria Nazionale.

simona molinari, il pitone alato e peter cincotti.

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