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Archivio mensile:gennaio 2013

Visto che non ne avevo abbastanza di vaniloquiare in questo spazio, ho iniziato a tracimare altrove. Prima o poi doveva accadere.

Da oggi, ogni tanto, mi troverete anche su Frizzifrizzi [dove sono stati così graziosi da non obbiettare quanto alle parentesi quadre] con la rubrica Memorie dal sottoscala. L’intento è quello di parlare di libri. Questa volta è stato il turno di Comunque vada non importa, esordio di Eleonora C. Caruso [quivi menzionato anche nel passato recente]. Se non si fosse capito, mi è piaciuto.

Cliccate e sharatene tutti.

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Volevo dire che nella prima pubblicazione del precedente post era capitato che scrivessi Gabriele Santoro invece che Michele Santoro. Quindi, uscirne è possibile. Quindi, il giorno in cui toccherà a Marco Berlusconi mi dichiarerò salva e farò pagare per delle consulenze.

Ma non è questo l’argomento all’ordine del giorno.

L’argomento all’ordine del giorno è che tra poco ricomincia Sanremo.

In onore di questo evento, che sarà seguito con una cronacaca -più o meno- puntuale da Inbassoadestra(**), si pubblica di seguito il testo della  pregevole canzone Non ce l’ho con te interpretata da Milva La Rossa, nell’ambito dell’album del 1993 Uomini Addosso. Testo di Negrini e [Papà-di-dj-Francesco]Facchinetti. L’album, pubblicato anche in Giappone, contiene una cover di Ci vorrebbe il mare di Marco Masini. La canzone, è un susseguirsi di sottili metafore e schermaglie psicologiche [tu sei la Esse di stronzo/mi apri e mi chiudi come la finestra/mi faccio truffare da un cervello da mulo
che mi lascio incantare dalla tua faccia da culo/sei il gallo sulla gallina].

Non ce l’ho con te
io ti voglio bene giuro
poi mi spoglio e ti adorno
Non ce l’ho con te
ce ‘ho con i sordi che fanno finta di ascoltare
quei bastardi che si premiano da se
Io non ce l’ho con te
tu sei l’esse di stronzo
grande piccolo uomo
ce l’hai tu con me?
Che fai il furbo e il seduttore con le mie amiche
e io mi straccio
faccio da mangiare
e non ti piaccio più
Non ce l’ho con te
ce l’ho con me e basta
che mi apri e mi chiudi
come la finestra
che mi faccio truffare da un cervello da mulo
che mi lascio incantare dalla tua faccia da culo
ma guardiamolo il cielo
Non ce l’ho con te
sorride il cielo
si fa l’amore
sei il gallo sulla gallina
Non ce l’ho con te
ce l’ho con gli altri che ci parlano sul cuore
quelli senza coglioni
i buffoni come te
Non ce l’ho con te
ce l’ho con me cretina
che mi paghi con niente
e io ti ho dato la luna
che mi seghi le gambe
e io in ginocchio a pregarti
di non mi lasciare
di non farmi del male
di non farmi del male….
Ma si…
che ce l’ho con te.

(*) Dalle statistiche WordPress emerge che un numero sempre crescente di utenti cerca notizie su Gemelle Nude e Gemelle Kessler Nude.

(**) Non volevo, davvero, ma pare che I Ricchi e Poveri abbiano dichiarato “Saremo la stampella nazionalpopolare di Fazio”, e sento che qualcosa di simile alla passione si sta riaccendendo in me.

Si parta dal presupposto che non ho la televisione, e sto bene. Benissimamentebene. L’altro presupposto è che, di base, contro la televisione non ho niente. Essa è uno strumento, e, al pari di un cacciavite, la si può usare per riparare una mensola o per trucidare il tuo vicino con copioso spargimento di sangue.

Posto questo, e datosi che ieri notte, rientrata alle due.zero.zero pm, ho trovato la social medialità foderata di commenti disperati a causa dello scontro Santoro Michele VS Berlusconi Silvio Feat Travaglio Marco Starring francamente non so chi altro, le cose che volevo dire sono due; la prima è che forse non ce ne siamo resi conto in tempo, ma ieri alle ventuno e trenta era esattamente il momento perfetto per uscire a mangiare un gelato fuori stagione. La seconda è che l’unica soluzione in un mondo senza soluzioni l’ha trovata Sio, ed è Vota Roccia.

Posto il caso che una lavori nel campo dell’addomesticamento del turista massivo nei pressi dell’universalmente conosciuta Piazza San Marco; dato per assodato l’arrivo di un determinato momento del pomeriggio che è il momento ideale per spegnere il cervello per quattro-minuti-e-venti-secondi; avviato il processo di creazione di un mondo interiore fatto di tastierine e capelli crespi con l’ausilio dei Simple Minds che pompano dalle casse [nei limiti delle possibilità che i Simple Minds, in quanto tali, hanno di pompare dalle casse]; quello, è l’esatto momento in cui due sudamericani arrivano a chiederti Sorry,  could you tell us please where is the car parking?