appunti per un nuovo referendum

L’altra sera ascoltavo la radio, radiotré. In questi giorni su radiotré è successa questa cosa bizzarra che visto che ci sarebbe stata l’apertura della stagione della Scala di Milano col Don Giovanni allora si è scatenata l’isteria collettiva e ogni programma doveva metter dentro qualcosa che c’entrasse col Don Giovanni. Per dire, è noto che  radiotré ha un occhio attento alla classicità, e non mi risulta che in palinsesto ci siano programmi di approfondimento della scena industrial, ma se putacaso ce n’era uno, quel programma di approfondimento avrebbe dovuto avere un momento di omaggio al Don Giovanni con una versione industrial di Là ci darem la mano. Quindi sono stati giorni di Don Giovanni a strafottere […] che avevano creato una certa attesa, anche in me che non ne capisco niente di cose di lirica e musica classica. E poi è effettivamente arrivata questa prima con gli inviati dalle quinte e dal palco reale che spiegavano bene le cose. Personalmente non so che rapporto avete voi con la radio, io anche buono,  difatti penso che sentire le persone che descrivono le cose se lo sanno fare bene è sempre un bell’ascoltare, foss’anche solo di drappi e velluti e ori e gente che si accomoda ma con la calma e anticipazioni di scena e però iniziamo a parlare a voce un po’ bassa che si crea l’atmosfera. Poi a un certo punto sono arrivati il Presidente della Repubblica Napolitano con la signora Clio e insieme a loro il Presidente del Consiglio Mario Monti e la sua signora, che ancora non ha attorno a sé un’aura di personaggio tale da essere appellata confidenzialmente come la signora Clio. Ed è partito un applauso a scroscio che io avevo pensato che era arrivato tipo il direttore d’orchestra, e invece era l’applauso per i presidenti della repubblica e del consiglio e le loro signore e gli inviati dicevano che si erano alzati tutti in piedi ad applaudire e io me li immaginavo tutti in piedi e girati verso il palco reale che applaudono e poi si siedono inizia l’opera, alcuni estasiati, altri che  fischiano che erano mesi che aspettavano di andare alla Scala a fischiare e non sentirsi teppaglia da strada ma portatori di un’antica tradizione e poi finisce e tutti escono e salgono sulle loro carrozze che fanno clo-cloc sui sanpietrini e spariscono nella nebbia e la famiglia reale dal palco reale saluta, benevola.

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