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Archivio mensile:novembre 2011

Per dire se tu sei lì a colazione che spalmi la marmellata fatta in casa sul pane fatto in casa, chiari sintomi non di ecobionaturalismo quanto piuttosto di recessione, se tu sei lì e alla radio stan parlando di crescita o decrescita e dei cinesi che fino a cinquantanni fa vivevano in cinquantametriquadri assieme a un maiale, se tu sei in questa concomitanza di situazioni e argomenti, allora può succedere che Norman ti dice, sai, anche nel Medioevo vivevano in cinquantametriquadri coi maiali e la vita media era quarantanni, e secondo il saggio Medioevo Simbolico di Michel Pastoureau talvolta succedeva che i maiali mangiavano i neonati, e poi dei giudici regolari in tribunali regolari processavano il maiale, il quale per l’occasione veniva vestito con dei vestiti da persona, e poi lo condannavano a morte al cospetto del villaggio e lo mangiavano.

Una cosa che mi ero dimenticata di dire,  e mi ero dimenticata di dirla poiché è evidente che qua negli ultimi tempi non si capisce più nulla a parte che c’è crisi e lo leggo sui visi. Comunque, una cosa che mi ero dimenticata di dire è che a Venezia il giorno undici di novembre si festeggia San Martino, che a quanto dice Norman è il santo con un qualche ruolo chiave nell’ambito  della dinastia dei Merovingi, e a quanto dico io è il santo dei bambini con le corone di cartone che sfilano sotto alle finestre chiedendo denaro e battendo forte forte dei mestoli contro delle pentole alla mattina dopo una sbronza fotonica.

E’ che siamo qui riuniti che in certo modo aspettiamo qualcosa,

e che pare che è quasi finita.

Allora questi ultimi diciasette anni han fatto discretamente schifo,

e sono d’accordo davvero che accarezzare l’idea di ripartire con una zavorra di meno fa meno schifo degli ultimi diciasette anni in sé.

Però comunque volevo dire che tutti quelli e non son pochi, che li ho sentiti dire che il giorno che cadeva poi andavano in giro nudi a buttarsi nelle fontane,

di dare un occhio prima,

che non le abbiano già caricate con geyser di merda.

 

L’altro giorno, cioè un secondo fa, stavo guardando l’internet per strada come d’abitudine. E’ arrivata una bambina di cinque anni a chiedere cosa stavo facendo e a presentarsi come una persona dabbene, e allora prima ci siamo presentate, e poi  io e Atena ci siamo guardate, e per un secondo ci siam chieste chi stava prendendo in giro chi. Laddove la risposta risiede, da una vita, nella parola genitori.

  • The tourist è una cosa che fa cagare in modo pesante. Credo che lo sappiano un po’ tutti e da prima di me. Comunque fa cagare in modo pesante e lo ho visionato principalmente perché  sapevo che c’era il binario sette della stazione di Venezia Santa Lucia. The tourist è una cosa su cui non c’è niente di cui speculare, neanche mettendoci dentro Christian De Sica che per una volta nella vita non ha prodotto scoregge con parti del corpo differenti dall’apposito sfintere ed era quell’unica volta nella vita che doveva farlo.  In The tourist  Venezia è pulita fin sui tetti e i facchini non dicono ghesbòŗo e l’unica spiegazione che mi do  per  la sua genesi è che il [noto-albergo-veneziano-per-gente-ricca-che-non-vorrei-mai-mi-denunciasse-per-diffamazione] ha sganciato i reni di tutti i suoi dipendenti al regista che a sua volta si è beccato con Angelina Jolie e Johnny-cortisone-Depp nella peggiore balera di Caracas e ridendo come i matti davanti a una sceneggiatura scritta su un tovagliolo unto si son detti dai vi prego facciamolo subito.
  • Credo finalmente di aver capito cosa è lo spread ma non ho ancora capito qual è il segnale per scendere a saccheggiare alimentari.
  • Se vuoi liberarti di qualcuno, chiunque sia, qualunque cosa faccia, vecchio, giovane, di buon cuore, merda semovente, mediocre generico, mente eletta o capra, usa la tecnica trasversale, fatti trovare che cucini cantando Tiziano Ferro.