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Archivio mensile:ottobre 2011

Tipo c’è la genitrice che ha un’amica cara che quando vede un bambino di genere neonato invece di dire piri-piri dice ventinovemilaeurodidebito, se sono due cinquantottomila.

Barabba ha uscito Occupy Barabba, che è un’altra iniziativa di quelle che esce usualmente Barabba. In questa tra le varie cose c’entra più che altro la crisi.  Qui c’è la cosa che ho scritto io, che a scanso di equivoci la metto anche quassotto.

 

L’altro giorno avevo un appuntamento telefonico con Federico. Federico vende i telefoni cellulari a Trento e io dovevo fargli un contratto, e con Federico si è riso abbastanza e mi aveva detto dammi del tu che avremo la stessa età, e poi chiamami domani, e mi raccomando che voglio parlare solo con te. Poi è successo che quel giorno là sono finiti i contatti. Cioè è finita la lista e bisognava ricaricarla e ricominciare daccapo, e nel corso di questo processo l’appuntamento con Federico si è perso tra gli appuntamenti. Non sapevo neanche la sua ragione sociale.
Allora Federico, lo so che volevi parlare con me, anche io volevo parlare con te, ma credimi che è stato meglio così. Che Federico, ora qua te lo posso dire, nel corso della nostra telefonata ti avevo detto un sacco di cazzate non vere e di cui non avevo lumi. Che se facevi il contratto poi mi toccava venire fino a Trento a comperare delle cose di telefonia cellulare per mondare i miei peccati. Ed io al momento, duecentottantanove euro più iva per mondare i miei peccati, non li possiedo.

 

 

Che a vivere con della gente del Basso Polesine non impara niente di nuovo, e invece magari poi impara che in provincia di Padova c’è Stroppare, Città della Patata Dolce.

Io mi sa che non l’avevo specificato che avevo aggiornato la pagina che spiega cos’è questa cosa che se state leggendo la state leggendo, quindi lo specifico ora, ho aggiornato la spiega, per i pigri di click fa più o meno così,

Dacché ho aperto questo posto, e lo ho aperto quando è capitato che sono andata per un tot giù in Russia [vedi alla voce > Genesi], delle poche robe che ho capito, una è che nell’ambito delle cose da raccontarsi, ho bisogno di mettere tutta una cornice geografica e contestuale, dappoi riempire col resto che vedo intorno, lasciando ampio margine alla travisazione. Il resto delle cose biografiche non è molto importante, quantomeno in questa sede.

 Comunque,

nell’attualità vivo a Venezia con Norman e lo Zar. Il rapporto di coinquilinato è stato sancito da un giro di tarocchi che ha indicato La Giustizia, La Temperanza e L’Imperatore come futuri abitanti di questi metri quadri.  Quivi, mi  sento di fare in libertà cose socialmente inaccettabili tipo conservare l’acqua della pasta per lavare i piatti. Norman, dal canto suo, ama le scatole e le buste, e si sente di fare in libertà di accumulare quantità ingestibili delle une e delle altre. Difatti in casa di scatole ne abbiamo molte e di varie misure, alcune delle quali contengono delle altre scatole, o tutt’al più delle buste   Con noi vive anche la piccola lavatrice dell’allegria, chiamata anche lo scolainsalata,  il boiler, la pattumiera. È una roba che hanno messo in bagno dato che una lavatrice vera non ci stava. Essa va caricata di acqua a mano con l’ausilio di bacinelle, non ha la centrifuga/risciacquo ed è quindi complessivamente inutile, ma graziosa a vedersi. Per il resto da qua si sente sempre il rumore dell’acqua nel canale, i barchini tamarri con la musica tamarra e ci sono tante zanzare. In camera c’è l’eco, in soggiorno una scatola [un’altra] con gli effetti personali di un’inquilina scappata a Berlino, in freezer tracce di sangue, dacché si evince che forse l’inquilina non è veramente scappata a Berlino. La porta di sotto fa fatica ad aprirsi, comunque se non ci riesci arriva il gestore indiano dell’osteria veneziana e te la apre lui.

Delle poche cose che ho imparato dacché tengo il blog, una è che se vuoi star tranquillo non è Iddio che non devi nominare invano, bensì i suoi alfieri in terra e/o presunti tali. Quindi non nominerò nessuno. Volevo solo dire che uno magari non pensa di poter imparare cose nuove a vivere con gente friulana, e invece magari impara che negli anni novanta c’è stata della gente che diceva che finiva il mondo ed è andata con delle arche n Piancavallo [seguono le domande, al momento irrisolte, che tipo di arche? quanto grandi? quante? e per quanto la hanno aspettata, con le arche in Piancavallo, la fine del mondo?], e che in dialetto friulano c’è il plurale come in inglese tale per cui volpe e cane  [bolp/cian] si dice bolps e cians [volpi/cani].