fatuità

C’è questa, per così dire, amica di famiglia, che poi è la figlia della Viv, che ogni tanto viene qua e racconta tutte delle cose. Allora ci mettiamo che lei sta davanti a un boiler di carcadè che sta nervosa, io sto davanti a una bottiglia di Amaretto di Saronno che sto nervosa uguale, le genitrici stanno in cucina a fumare le sigarette. E lei parla parla parla [parla], io parlo e poi ascolto ascolto ascolto [ascolto], le genitrici fumano fumano fumano e chiosano. E lei dice E poi è arrivata l’alba, e la Viv dice Ecce Bombo!. E lei dice E così in questo momento sarei lì e non qui, e la Viv dice E io sarei a dormire [laddove in realtà dice e mi saria in let’]. E poi a un certo punto dice, E lui mi ha detto sai, i colpi di fulmine spesso, si trasformano in fuochi fatui, e a me, sembrava una canzone di Paolo Meneguzzi.

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