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Archivio mensile:luglio 2011

C’è questa, per così dire, amica di famiglia, che poi è la figlia della Viv, che ogni tanto viene qua e racconta tutte delle cose. Allora ci mettiamo che lei sta davanti a un boiler di carcadè che sta nervosa, io sto davanti a una bottiglia di Amaretto di Saronno che sto nervosa uguale, le genitrici stanno in cucina a fumare le sigarette. E lei parla parla parla [parla], io parlo e poi ascolto ascolto ascolto [ascolto], le genitrici fumano fumano fumano e chiosano. E lei dice E poi è arrivata l’alba, e la Viv dice Ecce Bombo!. E lei dice E così in questo momento sarei lì e non qui, e la Viv dice E io sarei a dormire [laddove in realtà dice e mi saria in let’]. E poi a un certo punto dice, E lui mi ha detto sai, i colpi di fulmine spesso, si trasformano in fuochi fatui, e a me, sembrava una canzone di Paolo Meneguzzi.

Voi forse non sapete cosa è il Festival Show. Se non ascoltate Radio Birikina, per esempio, è altamente probabile che non sappiate che cosa è. Quindi facciamo che questo sporco lavoro lo faccio io.

Il Festival Show è un festival itinerante che raccoglie vecchie e nuove glorie della musica italiana, laddove per musica italiana si intende quella che potenzialmente può passare su Radio Birikina. Un paio d’anni fa dalla doccia sentivo lo spot che diceva che lo presentavano Cristel Carrisi e un Cristiano di tipo Malgioglio [da non confondersi con i cristiani di tipo templare].

L’altra sera, ieri sera, era a Pordenone, era presentato da Lola Ponce. Lola Ponce ha delle grosse tette e delle grosse difficoltà ad articolare frasi di senso compiuto. Ha interpretato Esmeralda nel musical del Gobbo di Notre Dame ed è nata nel millenovecentottantatré a Capitan Bermudez. Nel duemilaeotto ha vinto Sanremo duettando con Giò di Tonno.

Le Toille dice Cosa mangi oggi? Giò di Tonno. E ride, ride, ride. Norma[n] dice, Caga!

Lola Ponce desidera l’amore del pubblico friulano e per guadagnarlo spiega che suo nonno era veneto [il pubblico friulano dice, Caga!]. Suo nonno, comunque, era genovese.

Poi c’erano le Village Girls, Le Village Girls dice la front-tizia, sono nate dopo che lei tipo a Buona Domenica ha incontrato i Village People, e la sua vita ne è stata profondamente segnata. Ora si veste da latex-poliziotta e canta MachoMachoGirl.

C’erano i Sonhora , volevamo dire che noi conosciamo una che si è limonata uno dei Sonhora quando al paese suonavano insieme nella banda del paese, ma non abbiamo capito quale dei due. Questa signorina poi, per la laurea mi ha regalato il loro primo singolo di quando avevano tipo dodicianni e si chiamavano i 2Etto [sò 2Ecinquanta signò, lascio? (oh-oh-oh) ] I Sonhora adesso si portano dietro un tizio che sta in mezzo a loro e percuote un imballaggio per sgabello Ikea.

C’era Miani, ma non posso spiegarlo con parole di questo mondo.

C’erano Le Orme, che a parte il loro ultimo pezzo che è tipo l’inno per un raduno degli Avventisti del Settimo Giorno, rispetto molto. Solo, Le Toille mi svela che Gioco di Bimba è la storia di uno stupro, e quel Dondola-dondola mi atterrirà per sempre come un gatto sull’autostrada del sole.

C’era Miss Rettore, e molto imbarazzo negli astanti per le reazioni inconsulte di post-ventenni davanti alla loro Regina. Rettore ha uscito un nuovo album che si chiama Caduta Massi e ci sono dei featuring con dei rapper raccolti per strada e Platinette [Cerco il sole e invece piove, e piove sulle mie scarpe nuove] Il suo compagno di sempre entra in scena e dimostra di non essere stato impagliato fingendo di suonare una chitarra giocattolo [Come dice il vecchio saggio/forza e coraggio/che il male è di passaggio].

C’erano i Cugini di Campagna, l’ultima volta che li ho visti era il duemilaeotto [avete presente, quando Lola Ponce vinceva Sanremo con Giò di Tonno] ed erano vestiti da marinaretti. Con la loro presenza ci spinsero a fare delle riflessioni sul tempo che non passa sui corpi delle rockstar. Norma[n] diceva, Mia nonna non è adatta a Iggy Pop.

Iersera invece erano vestiti con tutine integrali tempestate di strass/giallo/fucsia/verde/argento. Il front-man, non so se lo sapete, eccede di fiumi di parole, e prima di cantare Anima Mia, dice sempre. Sempre. Vi auguro la cosa più importante, Una salute di ferro in seno alla vostra famiglia. E’ una subitanea spremuta collettiva di tette e maroni. Poi si parte. Insieme a piedi nudi per la strada.

notabene: Non so se lo sapete, ma negli ultimi tempi è successo che Heater Parisi in seguito alla bancarotta del marito è scappata a Singapore-vado-a-Singapore-benedette-care-signore.

notabene/2: Comunque a un certo punto sono usciti dei ballerini travestiti da bussolotti dell’Estathè ché lo sponsor era L’Estathè. Le Toille dice, E’ la cosa più balorda che abbia mai visto in vita mia. E neanche un messicano col sombrero a dire mira el dito.

Il genitore, è uno che quando mi viene a trovare, prima cosa che mi comunica è che venendo in qua per strada ha visto un ottico che sopra c’era scritto

Ci vedi bene?

E allora voleva tanto avere una bomboletta per scriverci sotto

E allora vedi d’annà*******

L’altra notte, stanotte, ho organizzato una festa troppo grande che non ci stavo dietro, poi sono arrivati i camion dei giostrai e hanno sostituito tutti i cristi e le madonne di Vittorio Veneto con cristi e madonne neri, poi mangiavo in continuazione torte con troppa panna, poi le cose che volevo dire, le scrivevo su una apposita lavagnetta con un gesso, poi lo passavo e mi ci rispondevano sopra, con il gesso. Era un sistema abbastanza funzionale.

E’ perché intanto che stavo in Francia ho trovato una parrucchiera bengalese sposata con un italiano, l’ho scelta secondo il principio di quando si sceglie tra una che ti taglia i capelli di merda a quarantacinque euro e una che ti taglia i capelli di merda a dieci euro. Ci passavo sempre davanti per andare da Jodorowskij. Jodorowskij fa le carte in questo cafè, tu ti siedi e aspetti il tuo turno, che potrebbe non venire mai. Il mio non è venuto mai. Lui fa le carte solo a ventitré o ventidue persone al giorno, non ricordo, comunque in un numero importante nella cabala ebraica. Allora tutti mettono un numeretto in un cappello e se ti pesca bene sennò no. A me non ha mai pescato, alla gente intorno a me sì. In continuazione. Comunque tu ti siedi ai tavolini con degli sconosciuti e conosci molti casi umani. C’era una ragazza di Padova venuta là appositamente sei giorni a Parigi, a lei Jodorowskij l’ha presa subito. A me mai. Comunque se ti prende ti siedi ti fa le carte e ti prescrive un atto di psicomagia. Non lo so cos’è un atto di psicomagia, spaccarti uova in testa e correre in senso antiorario.

Poi tu dai quattro euro al barista, ma non a Jodorowskij, che i tarocchi non si pagano. Però se prendi un appuntamento personale per farti l’albero genealogico lo paghi. L’albero genealogico è che tu gli racconti chi sono i tuoi parenti e cosa hanno fatto e lui ti dice dove c’è un blocco trans generazionale che devi risolvere con un atto psicomagico che poi ti prescrive. Non lo so cosa ti prescrive, ti spacca un uovo in testa e ti manda via a prendere il metrò. Comunque Jodorowskij ha un assistente calabrese che si chiama Moreno, la parrucchiera bengalese invece ha un figlio che si chiama Fabio e non ha mai visto l’Italia, forse però ci vengono quest’anno. Mi ha chiesto se Fabio è il nome di un santo, le ho detto che Fabio è il nome di una gens romana di una certa importanza.