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Archivio mensile:aprile 2011

Negli anni, una cosa che si può imparare, è la possibilità di perfetta convivenza in un solo individuo di stimato/stimabile professionista e persona da poco. Questa dualità, è facilmente riscontrabile in chi, prima dei dieci anni di assidua frequentazione e costruzione di un rapporto di fiducia reciproca, e generalmente entro i dieci minuti dai convenevoli di presentazione, ti chiede conto del lavoro dei tuoi genitori.

Poi ci sono le persone da molto, facilmente riconoscibili tra chi non ti vede da un secolo e intanto che cerca lavoro per se stessa trova qualcosa che cavolo, potrebbe essere proprio un lavoro per te. Non sono neanche così poche, ma si sa, che in questo spazio spesso si ama occuparsi del gusto vuoto della vita.

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L’altro giorno, cioè oggi, le cose sovraimpresse nelle tele della metro dicevano che Kate ha voluto degli aceri, perché sono simbolo di modestia. Il dove, non era chiaro.

In merito alla questione della socialità generica e della socialità dentro le scatole con le batterie, certi giorni ragiono di nascondermi in una cavità sotterranea e comunicare solo con persone fidate tramite un sistema di bicchieri di plastica legati con lo spago. Poi passa.

Ho pescato questa compila delle superiori in mezzo a un mucchio di ciddì, si chiama periodascio compilation, laddove periodascio è parola da ricondursi a quando in gita presso i centri minori dell’Umbria si andava in piazza in cerca di sistemi naturali per fronteggiare la naturale noia dei centri minori di qualsiasi luogo al mondo, figurati dell’Umbria, e un’autoctona ci disse, ragazze, non si trova niente, che è un periodascio.

All’interno vi si trovano tipo Afterhours, Radiohead, Verdena, Smashing Pumpkins, Interpol, The night of dreams dei Labyrinth in una prestigiosa cover dei BeeHive che se non siete di Vittorio non sapete chi sono [stati] ed è ben peggio per voi, Karate, Elliot Smith, Pearl Jam, Portishead, Massive Attack, e tutta un’altra serie di robe, belle, e che a tagliarsi le vene per lungo non basta per porre fine alle tue sofferenze di ascoltatore inerme.

Tutto questo, che è perfettamente inutile ai fini narrativi del blog, era per dire che ho pensato che in un arco di tempo compreso tra i cinque e i dieci anni fa, a una radio che non mi ricordo qual era, nell’ambito di un programma che figurati se so di cosa sto parlando, avevo sentito Alessia Marcuzzi [recentemente soprannominata dalla genitrice Bifidus, nell’ambito della frase, Oh ma sai che Dj Francesco sta insieme a cosa là, a Bifidus]. Comunque, avevo sentito Alessia Marcuzzi che diceva che lei, aveva l’abitudine di Ascoltare Ava Adore intanto che girava nuda ballando dionisicamente per casa e si disegnava addosso delle cose col rossetto.

A me, dei fenomeni meteorologici, mi piace quando piove col sole e il diavolo si sposa, che è un proverbio. Ed è un fenomeno di rarità relativamente al clima e di eccesso relativamente ai matrimoni.

L’altro giorno, in un posto con tanta gente, c’era uno della mia età che diceva non saprei dire come sto, non sento niente.

Pensa che ti ripensa, può darsi che succede che capiamo da cosa dobbiamo liberarci, poi anche come, poi lo facciamo, poi cambia tutto, o qualcosa, poi. Intanto auguri.