poi tra un po’ magari ne riparliamo

Là fuori è un mondo che ti dice che se cerchi di evitare il rito dello stage non retribuito senza prospettiva di assunzione, presumibilmente non entrerai mai nel mondo del lavoro, forse l’universo collasserà, e  sicuro ti ridurrai al barbonaggio,

Qua dentro è un mondo che finché l’esercito dello stage non intuisce che lavorare non pagati è il modo più facile, più veloce  e meno divertente per ridursi al barbonaggio, io, la parola Civorrebbeunarivoluzione, non voglio sentirla mai più.

 

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13 commenti
  1. le toille ha detto:

    vai a fare il tuo bel stage non retribuito e taci, donna.

    • il mondo è pieno di sfumature, nella tua, nella fattispecie, c’è una formazione di un certo tipo e la prospettiva di essere assunti. che nulla toglie al fatto che sia sfruttamento, ma quantomeno non fine a sé stesso come nell’ottantapercento dei casi che sto passando in rassegna. quindi no non taccio.

      • Il sarcasmo non è d’aiuto? Guarda che son concordissima con te e con luca qua sotto. Oltretutto qualcuno ha notato come negli ultimi 3 anni lo stage nel 99% dei casi non porta ad assunzione. Ribadisco negli ultimi 3 anni. Un tempismo eccezionale. Capisco la metà buona degli imprenditori che senza flessibilità non riuscirebbero a tirar avanti, ma soprattutto capisco me medesima che non posso permettermi neanche un affitto a quasi 25 anni. Niente qua va riveduto tutto, riformato tutto, che si finanzi quello che c’è da finanziare e certi contratti farlocchi se li possono mettere su per il culo. Detto questo, la peste dovrebbe imperversare a montecitorio.

      • il sarcasmo non è d’aiuto dovrebbe essere lo slogan di un partito, ci pensavo giusto stamane, tipo il partito della spugnetta felice [nobili citazioni coglibili da nobili soggetti]

  2. sig. K ha detto:

    ed io è un bel po’ che sostengo che l’universo dello stage è una nuova, modernissima forma di schiavitù della gleba, che ci lega anima e corpo non più alla terra ma a enti, società, musei, fondazioni…

  3. Norma(n) ha detto:

    ti ricordi di quando ti dicevo di avere sistemato la quasi totalità dell’archivio storico dell’università nella solitudine di un chiostro con la sola compagnia di un congelatore pieno di fanghi ed alghe lagunari?

  4. goldmaker ha detto:

    Buonasera, sto facendo uno stage, il posto me lo sono trovata da sola, presso un comune, sono stata obbligata; sto seguendo un corso e la nostra insegnante mi fa: – preferiamo non farvi fare lo stage presso un comune, perchè non c’è possibilità di assunzione – peccato che di aziende disposte a darci almeno una sedia e perdere tempo a star dietro a degli studenti demotivati, non ce ne siano più. Nota positiva: sono sempre a contatto col pubblico e non ho modo di annoiarmi. In bocca al lupo a tutti…

  5. crepi, ‘nboccallupo anche a te goldmaker..

    norma[n], cercavano solo di migliorare la tua efficienza con le proprietà benefiche del lichene lagunare..

  6. ESC ha detto:

    Signor K, la smetta con questa storia, che non sta in piedi, dello stage come moderna schiavitù della gleba. Lo stagismo discende da una condizione privilegiata (quella di potere lavorare senza essere pagati) ed é contestabile proprio in quanto privilegio, e non in quanto schiavitù. Il problema dello stagismo non é la condizione dello stagista ma il “dumping sociale”: ovvero l’abbassamento del costo del lavoro e la contrazione dell’offerta di lavoro. In questo senso retribuire lo stagista (anzi *proibire il lavoro volontario*) sarebbe giusto non per lo stagista — cui sei mesi di lavoro gratis non toglieranno il sonno — ma per la salute del mercato del lavoro.

    Teoricamente. Ma tu credi che queste piccole o grandi aziende, questi enti, sopravviverebbero senza volontari, precari, sottopagati e immigrati? Io non credo. Non credo che esistano i margini. La società del consumo industriale é anche la società dello scadimento della qualità del lavoro necessaria a garantire un’offerta illimitata. Secondo me bisogna comprendere bene il circolo vizioso in cui la famiglia continua a giocare un ruolo fondamentale. Il patrimonio delle famiglie italiane servendo a mantenere dei figli che lavorano gratis, il risparmio ottenuto sul prezzo nominale dei prodotti consumati viene perso sul costo degli studi e del mantenimento dei figli… Lo stagismo é la copertura di una disfunzionalità ben più profonda.

    • sì,
      dopodiché mi sento di puntualizzare che sei mesi di lavoro non retribuito sono una cosa che, per definizione, il sonno lo disturba abbastanza.

  7. Esc ha detto:

    Il problema è che di giovani felici di farsi sfruttare in questo modo — piuttosto che fare i servi della gleba, sebbene con un salario migliore — è pieno il mondo. Ed è questo, come appunto notavi nel post parlando di un esercito dello stage, il problema. Per i disturbi del sonno, proprio come facevano i servi della gleba, vedranno uno psicanalista.

  8. possiamo sempre peccare di cattiveria e sperare che vedano dei tirocinanti..

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