archivio

Archivio mensile:febbraio 2011

Persa

in silenzi

vasti e aridi

Come di Carnevale

nei corridoi

l’Università

 

 

Annunci

L’altro giorno mi ha telefonato un televenditore di olio ligure che voleva televendere delle scatolette di tonno in offerta speciale. Guardi, gli ho detto, anche con tutta la buona volontà, sono vegetariana, e l’unica cosa che al tonno mi lega è una passione inconfessata per le pubblicità del tonno Nostromo dagli anni ’80 ad oggi. Quest’ultima cosa non gliel’ho detta. E l’ultima pasta al tonno in effetti devo averla mangiata non più di un paio di mesi fa. A ogni modo, mi ha detto che anche sua moglie è vegetariana, e lui no, però mangia solo carni bianche, con moderazione. Ci siamo salutati calorosamente, con la complicità degli appartenenti a una loggia massonica.

Poi ho recuperato la chiavetta usb dalla tasca dei pantaloni che stavano in lavatrice. Sana. E ho pensato che una chiavetta usb contente tesi che finisce in lavatrice, è un apostrofo rosa tra le parole vitachetiscorred’avanti.

Non che non ci abbia provato a non far caso, ma in questi giorni mi sembra, e forse sbaglio, di sentire una patina di inutilità su tutto quello che facciamo e diciamo. Per chi vuol chiamarsi fuori, su tutto quello che faccio e dico. Su quello che commento e penso. Mi fa venire in mente un passaggio dei Fratelli Karamazov che dice così,

Voglio girare l’Europa, Alëša, una volta partito di qui; eppure mi rendo conto di recarmi soltanto in un cimitero, nel più prezioso dei cimiteri, ecco cos’è. Valorosi sono i defunti ivi sepolti, ogni pietra sopra di essi parla di una vita così fervida in passato, di una fede così appassionata nelle proprie azioni, , nella propria verità, nella prorpia lotta e nella propria scienza, che io, lo so già, cadrò per terra e bacerò quelle pietre e piangerò su di esse – sebbene, in cuor mio, io sia convinto che quello, da molto tempo ormai, non è altro che un cimitero, niente di più. 

E poi la stazione dei treni di Oderzo è un edificio con le porte e finestre murate, e per terra è pieno di sabbia che stona coi campi intorno. Dice che è perché vicino c’è il mare.  Come se la sabbia, qua, fosse una cosa normale. 

 

Il fatto che mentre sto scrivendo una delle tesi più inutili della storia delle tesi inutili, con una panoramica su alcuni dei posti più malcagati della storia dei posti malcagati, con l’unica consolazione che dentro ci trovo un sacco di nomi buffi di nazioni e regioni che nessuno conosce [a parte gli abitanti delle nazioni e regioni stesse (e la gente chiusa negli sgabuzzini della mia università)]. Il fatto che nel momento in cui sono riuscita ad accettare l’esistenza della Caracalpacchia e del Baškiristan, arriva un post che tira fuori dal cilindro il Baškortostan, e che ora non so più se il Baškiristan e il Baškortostan   sono due posti diversi o la stessa cosa. Mi fa sentire come di non sapere più niente.

 

I vecchi diari andrebbero setacciati da cima a fondo, privati degli aforismi migliori [laddove ce ne fossero] e bruciati. Raccolto il prezioso materiale a parte, questo va presentato al mondo come inconfutabile segno che in un non meglio precisato già allora eri una mente superiore destinata al successo […].

La teoria di cui sopra, rimanda alla tecnica per l’incremento dell’autostima nel quotidiano. Quella, dice che se non ti lavi i capelli fino al punto limite di sopportazione e abbrutimento, poi dopo lo shampoo te ne vai per la strada dinoccolata e fiera come Miss Pantene Protagonist.

Secondo me, voi che non date neanche una sbirciata a Sanremo, non sapete cosa vi perdete, quindi ve lo dico io. Ieri, per esempio, vi siete persi gli ultimi due gemelli omozigoti della storia dell’umanità che provano del gusto nel vestirsi uguali.

In generale, che Patty Pravo vaneggia con una patata in bocca, no, con due patate in bocca. Elisabetta Canalis non è colpa sua, è che ha dei problemi con la fotosintesi clorofilliana. Morandi non.ce.la.fa. Luca e Paolo non fanno satira [non.è.satira] e non sono là per rovesciare il sistema e farci la rivoluzione. Non hanno sdoganato un bel niente e non sono dei traditori della causa. In compenso, fanno il loro lavoro molto bene, tengono in piedi la baracca e avrebbero potuto farlo da soli. Anche perché sono dei professionisti adulti, non degli stagisti. Ma qua, evidentemente, a quarantanni hai bisogno della sagoma over sessantacinque che dia credibilità alla tua presenza. E il Festival di Sanremo non lo puoi presentare prima di manifestare i primi segni di senilità e perdita delle capacità di contatto col contesto. In effetti, fare le pulci agli unici in grado di gestire una situazione delirante e disordinata, mi sembra una buona idea.

Cercando delle immagini delle gemelle Kessler, ho trovato delle immagini delle gemelle Kessler nude. E’ stato come scoprire che mia nonna ha fatto un calendario Pirelli.

Stamattina, cioè dieci minuti fa, ho letto questa cosa che ha scritto Paolo Nori in cui dice che pensava due cose, e che a sua volta mi ha fatto pensare ad altre due. Intanto che è bello, che mi sa che anche l’ultimo degli asini del corso di russo  almeno una volta ha guardato la stiral’naja mašina [in attività, per minuti, pur di non studiare i verbi di moto, ma questo è un altro discorso]. Ha guardato la stiral’naja mašina e si è chiesto, perché?

E poi che in russo per dire lavare ci sono due verbi, myt’, tipo per le stoviglie e i denti, la faccia, le cose corporee, e stirat’, per i panni.

Non ho ancora capito perché non mettere le stoviglie insieme ai panni e lasciare le cose corporee fra di loro. Pensavo, a un’associazione tra denti, ceramica e piatti. E in Russia mi capitava spesso di confondermi e dire devi farti la doccia? Allora vado un attimo in bagno veloce, che mi devo solo stirare i denti.