ora diche una poesie

Visto che ultimamente sono fissata con l’Avanguardia, e al contempo ho dei seri problemi con l’ultimo singolo dei Negramaro, ho pensato di unire le due cose in un percorso di decostruzione che potrebbe aiutarmi nel superare questa fase di ossessione indotta, senza ricorrere a uno scovolino nel cervello. Quello che segue è un componimento fatto con le desinenze, e all’occorrenza con cose a caso, delle parole del ritornello di Ozzo. Singhiozzo. E’ la rappresentazione di una tragica discesa negli inferi e nella follia a causa di una passione morbosa per i frutti di bosco pregiati. Il dramma si svolge in Spagna.

Rare More

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Remore!

Mere More Dare

ADE! ORGI!

Ol[é]

Ore Are

Ol[é]

Ire

Ire

Ire

I-ire,

Rire.

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6 commenti
  1. mattia ha detto:

    chiedo scusa, ma io l’avrei scritta così:

    raro ‘more

    ‘more raro

    ‘more [a]maro

    ramarro rurale

  2. clapclapclap,
    c’è qualcosa di bucolico, ma anche di romantico, e soprattutto dato l’autore un sacco di errrre retroflesse. splendida.

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