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Archivio mensile:gennaio 2011

Per motivi tecnici e pigrici, il computerino piccolo con dentro tutte le foto di Astrachan e della Russia è rimasto spento per un sacco di tempo, tipo per mesi. Poi tutto si è sistemato e l’ho riacceso, mi ci sono persa ore a riguardare cose, tipo del ritorno a casa lungo, col treno fino a Mosca prima del volo per l’Italia, o la Francia, a seconda. Ci siamo fermate a Kazan’, la capitale del Tatarstan, la Repubblica dei tatari, la Russia musulmana non caucasica con gli occhi a mandorla più degli slavi e meno dei kazachi, usbechi etc…

Ma più che altro c’erano le foto del Grand Hotel Kazan’. Un gigante abbandonato a sé stesso da chissà quanto, parzialmente crollato, senza soffitti, le finestre sfondate, una delle cose più belle che abbia visto in Russia, e un po’ anche in generale.

Il dramma è la macchinetta fotografica inadeguata, la fotografa inadeguata, e che non lo saprò descrivere quanto era grande, e cadente, e spettrale. In attività doveva essere incredibile. Era una giornata col cielo bianco, coi teli verdi di un restauro inesistente che ondeggiavano.

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Un po’ più su di qua i boati-scoppi-boh continuano, io non li ho ancora mai sentiti, il che dovrebbe forse rassicurarmi, e non farmi pensare, chessò, a un fenomeno così catastrofico che non si salveranno neanche i fossili.

A ogni modo, è arrivata qualche televisione, sentori di civiltà e indigeni in posa plastica e costume folkloristico daghestano

Se vai al mercato, o al supermercato, o dal benzinaio, soprattutto da quello neo-romantico, se ne sentono di ogni,

L’é l’acqua, no l’é l’acqua, l’é al teremot, no l’é al teremot, la vien zo la montagna, no la vien zo la montagna, la vien zo l’autostrada, e se la vien zo l’autostrada no ‘nden nianca pì in autostrada.

Non sono paranoica e catastrofista, no no, mai stata. Solo ultimamente mi perdo e ho le visioni, giornalisti di Studio Aperto che trafugano foto di famiglia, che dicono Era a un passo dalla laurea, finisce così, all’apice della sua carriera di blogger [?], era studiosa e solare […]. Vedo reading con estratti da Inbassoadestra a La Vita in Diretta, le stavano anche preparando il papiro, Lorena Bianchetti ne ottiene degli estratti, constata che le rime più forbite sono culo/mulo e cazzo/pazzo, desiste, li usa per la sua autobiografia. Una fine, francamente indegna.

  

Ultimamente scrivo le cose, le pubblico qua sopra su questa medesima piattaforma, ci penso su, mi faccio un tè, mi do fastidio, le riguardo, dico vabè non è così terribile. Mi faccio una spremuta, ci ripenso, mi do fastidissimo, torno con la rincorsa, cestino. Stamattina sono arrivata alla fase del rispristino. Appena capisco che non sono Van Gogh che brucia le sue opere [no aspetta, lui bruciava sé stesso, oh insomma.] Appena lo capisco la smetto.

 

Vedo che svariati arrivano qua cercando notizie sui boati-in-Fadalto. Quindi, vi dico subito che qua non avevo riportato notizie vere. Elencavo rumors di paese che parlavano di scoppi notturni e travalicavano nelle ipotesi surreali, tipo un pazzo dinamitardo esploditore di buchi di montagna. Quanto a credibilità, se la batteva degnamente con quella del bang supersonico degli aerei di passaggio.

Le ultime notizie effettive sono quelle riportate in data odierna da OggiTreviso,

«Appurato che i boati non sono frutto di scoppi di superficie e avendo eliminato fattori come l’Enel, l’autostrada o la cava sopra il Fadalto abbiamo capito che il boato viene dal sottosuolo e può essere di natura geologica o sismica. Abbiamo concordato di avvisare il Prefetto, la Regione Veneto e la sua Protezione Civile e il Dipartimento di Stato a Roma, affinchè invii i propri tecnici e strumenti per rilevare l’eventuale natura di questi scoppi».

Quel che resta dopo un esame di russo, sono le migliori frasi-da-tradurre-dai-libri-di-grammatica:

Durante una delle notti trascorse nella tenda rossa sul pack apparve un orso bianco, per fortuna la pistola era carica, l’orso fu ucciso e gli abitanti si nutrirono a lungo della sua carne.

Mi sento ugualmente male sia con il caldo che con il freddo, c’è qualcosa che non va nel mio organismo, non funziona la termoregolazione.

Due teppisti importunavano una ragazza, mi sono lanciato in suo soccorso e le ho prese.

Gira per Mosca un serial killer, uccide giovani donne bionde e la polizia, finora, non riesce a prenderlo.

Strana moda, il reggiseno traspare sotto il vestito.

Raisa era andata da una chiromante, e questa aveva previsto per lei una spiacevole notizia da un ente statale.

L’omicidio per gelosia non è raro in Italia.

Ho sognato che ero in pigiama in un internet point, in verità in un pigiama molto brutto. Ero alla ricerca di informazioni su un nuovo disegno di legge che avrebbe previsto la progressiva eliminazione della produzione di pomodori nel Sud Italia in favore della diffusione di pomodori di una nuova Razza-Nord. Pomodori enormi, cresciuti con iniezioni di appositi steroidi per pomodori.

Ma i computer erano tutti occupati, ed io troppo raffreddata per poter comunicare.