ho campi bar e neve con dentro un campanile

Come le palle di vetro coi santi e i paesaggi, ma senza l’acqua che li copre.

No, come le palle di vetro coi santi e i paesaggi. Uguale.

Qua nella valle degli orti  è talmente una botta di culo che non ci sia andata come a Vicenza che al campanile faccio quasi fatica a non buttarci un occhio ammiccante.

Non a tutti è andata male, ma tutti sono arrabbiati. Lo siamo. Questa è una regione che dovrebbe essere ricca, che lo è stata molto e adesso non si capisce mica più tanto bene che succede, quando e perché sia successo. Però i soldi per sistemare le cose non ci sono e non ce li danno. Ci lamentiamo che non fanno le raccolte fondi come per l’Abruzzo, e ci dimentichiamo che in Abruzzo sono ancora negli alberghi, nei prefabbricati, con le macerie. Ci lamentiamo che non arriva la Protezione Civile in pompa magna come a Napoli, e ci dimentichiamo che anche se ci arrivano le telecamere i problemi sono ancora là in tutta la loro beata tossicità.

Siamo nel pieno della sindrome da abbandono del figlio bravo e buono che gli dicono arrangiati quando gli capita di cadere. Con la differenza che se abbiamo costruito arbitrariamente dove non si doveva, scavato quanto non si doveva, disboscato come non si doveva, non siamo sempre stati così bravi. Con la differenza che di acqua ne è caduta tre volte di quella che è caduta nel ‘sessantasei, e già eran piovuti disastri e bestemmie. Viene da pensare che casino ne sarebbe venuto a pacchi anche ad essere esempi di virtù. In che misura, non ci è dato di saperlo.

Ieri intanto mi arriva una telefonata di una persona adulta, colta, sensata, di cui ho una certa stima. Incazzata come una iena. Augurava l’animadelimortacciloro a tutto il mondo fuori dal confine regionale [milanesi e napoletani sono avvisati che potrebbero essere coperti dall’immondizia e/o da una decina di metri di neve e rompersi tutti tutte le gambe].

Quello che vedo e sento in questi giorni non mi piace, a maggior ragione con una crisi di governo o pseudotale in corso. Che come nella maggior parte delle cose della vita le responsabilità sono condivise, ma le persone con le aziende a puttane, le case allagate, i tetti sfondati, i campi marci, non hanno forza tempo voglia di pensarci. E raccogliersi ancora più in massa attorno alla voce più populista, vicina e familiare che hai a tiro, è un attimo.

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