le uova non sono cilindriche

Dirmi che bisogna lavorare di più perché la vita media si è di molto allungata omettendo la percentuale di anziani non autosufficienti, e le di loro condizioni, e le possibilità specifiche del paese di riferimento a fare dignitosamente [ho detto dignitosamente] fronte alla questione,

E’ come farmi vedere il volantino figo di una casa di riposo presuntamente figa omettendo che la ditta che ha l’appalto della mensa ti serve le uova sode cilindriche.

Che ovviamente non è la cosa peggiore, la cosa peggiore è essere perennemente in lizza per i mesi o gli anni in guisa di retta mensile alimentata a sondino.

Però diciamo che è quella che ti da simbolicamente la misura che te la stanno per mettere in culo. A cilindro.

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9 commenti
  1. matborda ha detto:

    ultimamente sento che il proletariato è forte in te…

    :-)

  2. Roberto ha detto:

    Che l’aspettativa di vita (per chiunque, anche per chi fa un lavoro cosiddetto usurante) sia aumentata di molto rispetto a quando, a suo tempo, si definirono (pur con minime variazioni negli anni) le età di pensionamento è un dato di fatto.

    E’ altresì vero che la percentuale di over 65 non autosufficienti è in aumento.

    Questo numero, però, è determinato dal fatto che, pur essendo aumentata l’aspettativa di vita, si continua a considerare i 65 anni come “inizio dell’anzianità”, quando a 65 anni, mediamente, si sta ancora bene e si è produttivi quanto i cinquantenni di 25 anni fa.

    All’aumentare dell’aspettativa di vita, per forza aumenta la percentuale di non autosufficienti dopo i 65 anni. Ma la non autosufficienza arriva dopo. Praticamente, se 25 anni fa la non autosufficienza sopraggiungeva a X anni, ora sopraggiunge a X+Y anni.

    Quindi, se io ora vado in pensione, per esempio, a 60 anni (numero che dipende dagli anni contributivi), ne vivrò, per esempio, altri 19 da autosufficiente e poi 4 da non autosufficiente, quando 25 anni fa ne avrei vissuti 15 da autosufficiente e 3 da non autosufficiente.

    Praticamente, oggi costo 5 anni in più al sistema pensionistico e comunque è come se ne costassi 7 (numeri che ipotizzo io, sia chiaro) perché faccio un anno in più di non autosufficienza (sebbene, effettivamente, in Italia il servizio pubblico ai non autosufficienti sia quasi nullo).

    Che poi non ci sia un adeguato sostegno pubblico ai non autosufficienti, questo è dovuto alla mancanza di fondi, dovuti, a loro volta, in gran parte, alla mala gestione del sistema pensionistico e alla scandalosa regalia (per motivi politici) di baby pensioni (ma non occorre arrivare a quelle, basta citare i limiti medi odierni) cioè, appunto, alla concessione della pensione a età troppo basse.

    Aumentare l’età pensionabile, dunque, è necessario, oltre che, in ogni caso, giusto (anche per far generare un circolo virtuoso: i soldi risparmiati per le pensioni vengono “dirottati” nell’assistenza ai non autosufficienti), pena il collasso del sistema pensionistico.

  3. dire l’aumento-dell’età-pensionabile-è-giusto, è una stronzata almeno quanto dire l’aumento-dell’età-pensionabile-non-è-praticabile, in toto.

    è una cosa che va ragionata molto più di quanto fa il politico medio con il culo al caldo e tutte le possibilità per vivere serenzamente l’anzianità anche nei peggiori dei suoi aspetti [e anche con tutte le possibilità per non viverla senza troppo rumore, all’occorrenza].

    se mi fai lavorare di più arbitrariamente e oltretutto non mi dai un’adeguata assistenza sanitaria, mi sfrutti e mi prendi per il culo. e se il collasso del sistema pensionistico è un rischio, lo è anche il mondodellavoro intasato di overmille.

    io, non ho la presunzione di avere la risposta giusta, ma in un mongo migliore esigerei che chi di dovere avesse la voglia e le capacità di fare dei ragionamenti complessi per trovarla.

    maaaat, si dice esponenzialmente intollerante.

  4. Roberto ha detto:

    Sorvolando sul termine “stronzata” applicato ad un’idea che mi pare di aver argomentato, cara Ginevra… Sorvolando su questo, appunto, non so tu ma io ho sentito più volte fare discorsi seri, anche da parte di politici, su questo argomento.

    Ho sentito, certo, discorsi molto approssimativi, ma ho sentito anche diversi discorsi seri, ripeto, anche da politici.

    Ma in ogni caso,al netto di tutto ciò, almeno secondo la mia visione delle cose, per me l’aumento dell’età pensionabile è giusto perché non è giusto che io lavoratore paghi una porzione di tempo ingiustificata di pensione a chi, appunto, è in pensione quando potrebbe ancora lavorare. E poi, io Stato, risparmiando sul costo delle pensioni in senso stretto, posso spendere di più in assistenza (ovvio, comunque, che se lo proclamo, poi lo devo anche fare).

    Poi, non puoi basare la tua critica su un argomento che riguarda una proiezione nel tempo sulla situazione attuale. Tu dici, infatti, che lo Stato (ora) non fa ciò che dovrebbe in merito all’assistenza degli autosufficienti (e qui siamo d’accordo)… Ma questo non significa che non lo farà anche dopo, quando una riforma delle pensioni basata sull’aumento dell’età pensionabile sarà a regime. Se ben applicata, infatti, permetterebbe il già citato circolo virtuoso.

    Tu non ti fidi della politica, evidentemente, e io ti posso anche capire, ma allora se il tuo ragionamento si basa sulla sfiducia e non su fredda analisi e controproposta, permettimi di dire che vale quanto le parole al vento dette dal “politico col culo al caldo”.

    • te la prendi per poco. io per esempio non me la prendo per il fatto che vieni qua non per discutere, ma per dimostrare che l’unico ad avere una visione fredda e lucida delle cose sei te, al massimo ne prendo atto.

      fiducia/sfiducia, tecnicamente parlando, ‘zzo c’entra?. è una questione che la cassa piange lacrime di sangue e le possibilità di manovra sono limitate, per essere ottimisti. se devo pensare a eventuali evoluzioni future, di grazia, su cosa mi devo basare se non sulla situazione attuale? sui discorsi? che mi dici essere sensati?infatti è sensatissimo dire che le categorie dei lavoratori nei settori usuranti non sono a rischio quando queste categorizzazioni sono state fatte lanciando i dadi dello scarabeo.

      ma il mio, in effetti, era un ragionamento estemporaneo basato sul niente, visto che al momento non penso ci sia neanche il modo materiale di mettere mano a una riforma del genere.

  5. Roberto ha detto:

    A me non pare proprio di venire qui a dimostrare chissà che. Se facciamo un passo indietro, noterai che il mio primo post non conteneva alcuna “reprimenda” nei tuoi confronti. Era solo ed esclusivamente l’illustrazione del mio punto di vista, diverso dal tuo. Perciò di mero intervento di discussione si trattava e non certo, fino a prova contraria, di autocompiaciuta dimostrazione.

    A seguito del tuo giudizio (“stronzata”) sulla mia idea, poi (ma solo in risposta) mi sono solo permesso di farti notare che magari non era il caso di usare una parola del genere, dato che mi sembrava che l’intervento fosse argomentato.

    Come ami dire tu, cara Ginevra, “le parole sono importanti”… E allora, in una discussione, se dici di voler fare una discussione, è auspicabile usarle nel modo più corretto possibile.

    Praticamente, tra i due, non so proprio chi sia quello che non vuole discutere ma (ovviamente non solo, ma ci mancherebbe anche altro) insultare l’altro.

    Io, comunque, stai pure tranquilla, non me la sono presa a livello personale. Mi piacerebbe che lo facessi anche tu.

    Poi, sul discorso della fiducia/sfiducia come base di ragionamento, tu come chiunque altro la pensi a modo tuo e sei ovviamente libera di farlo (io la penso in modo diverso… Ma questo sta nelle cose), così come di fare ragionamenti estemporanei. Però converrai con me che se questo fai, contestando la vaghezza dei politici, non puoi meravigliarti del fatto che qualcuno te lo faccia notare (sempre, ovviamente, senza voler dimostrare chissà che).

    A me pare che tutto questo sia normale… E’ solo un discorso sul metodo.

    Certo, puoi dirmi che c’è modo e modo di fare discorsi sul metodo… Ma, sinceramente, Ginevra, io non vedo assolutamente nessuna presunzione da parte mia. Poi, vabbè, potrebbe essere che non mi renda conto del tono e non tenga adeguatamente conto della tua percezione (riconosco che potrebbe essere un mio errore)… Ma ti assicuro non l’intenzione non è ASSOLUTAMENTE dettata dalla presunzione (atteggiamento, tra l’altro, che odio profondamente).

    • qua ci sono oltre venti righe riassumibili in: penso che sei stata maleducata, evita in futuro perpiacere, e inoltre le tue argomentazioni non mi convincono.

      se snellivi era meglio, io per me quel che dovevo dire l’ho detto..

  6. Roberto ha detto:

    Ahah, cosa vuoi fare, dimostrarmi che si può scrivere in maniera più concisa? Ok, dai… Lasciamo perdere queste schermaglie e finiamola qui.

    ;-)

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