è che temo le clausole di rescissione del contratto

In un momento ics della mia vita abbastanza anteriore perché non ne serbi alcun ricordo, è successo che ero lì lì che ci restavo secca.

Ma la questione non è questa specifica, che in effetti è una cosa che succede anche spesso, in generale nella vita.

Il fatto è che intanto che la collettività si affidava giustamente alle braccia della scienza, su una panca della chiesa di Sanfloriano c’era mia nonna quella-di-su che mi affidava alle braccia del Grande Demiurgo.

Chepeccarità, mi vuoi bene, non hai altri mezzi per darmi una mano se non quelli offerti dalla formazione in uno degli angoli più rurali e conservatori del suolo patrio. Ci sta.

Un voto lo sappiamo tutti cos’è:

fai un sacrificio e in cambio ottieni nà grazia, oppure fai un sacrificio e in cambio hai fatto un sacrificio.

Il primo caso fa tendenzialmente più notizia e non ho sottomano dei dati percentuali sugli esecutori di voti, ma temo che l’incidenza del secondo caso sia un attimo superiore alla prima.

E’ andata bene. Qual era il voto? C’era un voto? Ha rinunciato per un mese alle merendine? Ne dubito, amava le merendine. Nessuno lo saprà mai. In compenso in tempi recenti dalla residua vecchia guardia del paese è emerso che nonna quand’ero cinquenne andava in giro tutta contenta a dire che probabile mi facevo suora [onomatopeadelbrividoblulungolaschiena].

E’ andata bene. Il lascito di questa storia è più o meno,

  • Il dubbio che ogni volta che qualcosa va storto ci sia dietro la Lunga Mano del Creatore del Cosmo indispettito per non aver avuto la sua contropartita [Qualcuno gli speghi che sono disposta a sacrificargli i vitelli del vicino e le zucchine migliori del mio raccolto].
  • L’abbonamento non richiesto, gratuito, e vitalizio, al mensile del monastero agostiniano di Santa Rita da Cascia. In quanto da essa miracolata. Per quanto lo sfogli alla ricerca di un sistema per annullarlo, temo che l’unico previsto sia la morte.
  • La consapevolezza che quantomeno, Rita con la sua corona di spine per soffrire in modo più hardcore, è l’unico personaggio biblico cui sia stato dedicato un musical, insieme a Gesù Cristo (*)

 

(*) Per questa preziosa nota si ringrazia Norma(n), di cui per mio esclusivo sollazzo, non cesso di auspicare il rientro glorioso nella blogosfera.

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4 commenti
  1. Norma(n) ha detto:

    hihi. per perfezionare la notizia, bisogna sapere che l’altro personaggio protagonista di un musical è san pio da petralcina, più volgarmente patre pie.

  2. nulla sfugge all’occhio vigile dell’agiografo, e ricorda che ti aspetto al varco..uahAhahAhah.

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