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Archivio mensile:settembre 2010

Come quando il tuo vicino di tavolo, posto in treno, in autobus, in coda, il passante, gli sconosciuti a caso,

Li senti dire che loro, Bambi e Dumbo non riescono proprio più a vederli,

E vorresti andare là ad abbracciarli e dirgli

Coraggio, è tutto finito.

Se Tu, che devi disperatamente dar via dei giovani felini svezzati, vuoi che Io li prenda meco, Tu, devi Non,

  • Iniziare l’annuncio con un miaooo.
  • Comporlo in rima baciata, alternata, in rima.
  • Concluderlo invitandomi ad aprire il mio cuore a dei batuffoli d’amore.

 

L’altro giorno, cioè prima, ero là che affettavo cavolo cappuccio per non pensare al fatto che avevo stilato una lista di cose da fare e che non avevo voglia di farle. Ma anche cose elementari, che fa piacere farle, tipo sentire le persone che mi piace sentire. A volte va così, devo farmi le liste. Poi però non le guardo, affetto il cavolo cappuccio.

Quindi affettavo e pensavo che devo proprio scrivere alla Każaška, che precisamente le devo scrivere che ogni volta che cucino del cavolo cappuccio la penso. Che detta così non sembra una cosa bella. Ma secondo me lei lo capisce che è bella.

Diciamo che sei fuori con Tushio che ti spari un misto indistinto di massimi sistemi, birra, pare, birra, gossip, birra.

Torni a casa bella in piedi che il tizio là l’aveva detto, macchinetta-da-guerra, mi pare. Non ci si vanta di queste cose.Vero, non ci si vanta.

Pensi c’è Bambi in giappone. Bambi c’era anche tempo fa, in giappone, arrivata passando per Dubai. E io, spiritosissima, le faccio attenta, all’areoporto a Dubai, non distrarti troppo coi distributori di lingotti che poi con quelli non si sa mai. Fanno gli arcipelaghi artificiali, quelli.

Avevo anche pensato, veramente veramente banale, la gag del distributore di lingotti.

E niente, adesso son qui che vorrei fosse un problema di birra, invece è più un problema che Bambi la prossima volta mi preoccupo se fa scalo a Orio al Serio.