ecco perché no

Nonostante sia ormai profondamente delusa dal PD, e le altre forze politiche cosiddettamente di sinistra mi facciano perlopiù alzare un sopracciglio, non voterò Lega manco se m’ammazzi.

Non voterò Lega perché non credo che meglio una scelta sbagliata che nessuna scelta. Che poi è un po’ come dire meglio fare una cazzata clamorosa che fermarsi un attimo a ragionare per trovare una soluzione effettiva, tipo sai, quella che non sia una cazzata clamorosa.

Non voterò Lega perché, anche se sono d’accordo quanto al fatto che, 

il problema principale del Paese, tanto per il Nord quanto per il Sud, sia di arrivare a una definizione certa ed equa di come dividere i proventi delle tasse: quanti soldi restano in loco, quanti sono da destinare alle funzioni centrali dello Stato, e quanti – e secondo quali regole e quali controlli! – sono da trasferire dalle regioni più ricche alle regioni meno ricche.

Sono altresì fermamente convinta che la Lega non sia in grado di farlo. Convincetemi del contrario, tipo con delle prove.

Non voterò Lega perché significherebbe abbracciare quella tipicissima italianità sborona che adesso Noi andiamo avanti e Voi avere rotto ‘r cazzo, ammazzatevi come vi pare. Significherebbe lanciarsi, come di consueto, sulle nostre beneamate soluzioni spicce, piuttosto che su quelle a medio lungo/lungo/lunghissimo termine, che sono lavoro in prospettiva sulle nuove generazioni, riforme della madonna, vere, santissima pazienza, enorme dispendio di energia e, attenzione, sacrifici. Questo orizzonte qua all’italiano medio [perché da nord a sud esiste, l’italiano medio] gli fa cagare.

E’ poi veramente necessario aggiungere che non voterò Lega perché possono avere anche tutte le buone intenzioni [??] del mondo, ma un partito di base xenofobo, col culto dell’orticello di casa sua [peraltro in senso non metaforico] e che si presenta in Italia, in Europa, nel Mondo facendo delle sparate sboronamente italiote di cui sopra la sua bandiera, diobono, no che non lo voto. Dico, è necessario?

E poi volevo dire anche che questa è una risposta a questo post qua, e alla discussione in merito che è continuata pure su friendfeed.

Peraltro, spulciando tra i commenti si trovano delle sssimpatiche gag sui veneti che scrivono e non leggono, come i carabinieri delle barzellette.

Oh,

Siete fichissimi, veramente, i più supermegacool dello Stivale, che poi giù son razzisti e a lato son scemi e semianalfabeti. Grazie di esistere. Vi amo. E ora torno a sorseggiare la grappa alla pera che tanto mi aiuta nel sillabare ad alta voce la prima leziòne dell’abbecedario.

 

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33 commenti
  1. Roberto ha detto:

    Ovviamente sei libera di votare o non votare chicchessia e di dichiararlo ai quattro venti (interesserà a qualcuno, non interesserà a qualcun altro).

    Sulla (assoluta infondata accusa di) “basicità” xenofoba della Lega ho già scritto più volte… Perciò stavolta lascio “dantesco-virgiliamente” perdere.

    Devo però farti qualche appunto di natura “epistemologica”, se mi lasci passare il termine, probabilmente usato impropriamente (in tal caso, me ne scuso).

    Dici che sei convinta che la Lega non sarà capace di attuare un (giusto) sistema di federalismo fiscale e chiedi delle prove che falsifichino la tua tesi…
    Ma a casa mia è chi propone la tesi che deve dimostrarla con delle prove.

    Prove che non troverai, perché il federalismo fiscale è ben lungi dall’essere applicato, perciò non puoi dire né se la Lega sarà capace di attuarlo, né se non ne sarà capace.
    L’unica cosa della quale si può parlare è la fiducia che tu (parlando per te sola, e cioè esponendo semplici, singole opinioni, senza evocare “prove” generali) puoi avere o non avere nella Lega (nella fattispecie, riguardo a quell’argomento).

    Fai, poi, un comune errore di fondo che inficia tutto il tuo ragionamento.

    E cioè quello per il quale la Lega è un partito italiano che ragiona in termini italioti strettamente contingenti (“Noi andiamo avanti e Voi avere rotto ‘r cazzo”).
    In realtà, la Lega Nord è, checché essa stessa dichiari dal 2000, e cioè dal “ri-patto” con Berlusconi, un partito indipendentista che non riconosce “moralmente” l’Italia. “Ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale
    Repubblica Federale indipendente e sovrana” (primo articolo dello statuto del 2002 – http://www.leganord.org/ilmovimento/lega_nord_statuto.pdf).

    La Lega lavora per i legittimi interessi delle regioni che vuole rappresentare. Non è un partito nazionale, ma (indipendentista) regionale.

    Ecco, dunque, che la politica che attua (il federalismo) è strumentale all’Indipendenza (probabilmente utopica ma che resta, comunque, il “faro” direzionale ultimo).

    E l’Indipendenza, contrariamente a quanto affermi, è un disegno a lungo termine.

    • 1- non afferro il sarcasmo, è un blog, ne dichiaro talmente tante di cose ai quattro venti che al massimo la domanda che bisognerebbe porsi è perché stai qua a perdere tempo a leggerle se la cosa ti dà fastidio.

      2- sulla-[assolutamente-infondata]-accusa-di, puoi essere virgilianodantesco, olimpico, nirvanico quanto ti pare, ma infondata non è. ne abbiamo già parlato più di una volta, TU, lo so, non sei un razzista, proprio la questione in sé non ti interessa e quel che ti preme sono le questioni di federalismo fiscale e, nel fatato mondo di utòpia in cui tutti abbiamo il nostro angolo di paradiso personalizzato, della seccessione. è un vero peccato che ai vostri vertici il razzismo imperversi e le dichiarazioni imbarazzanti, e verbalmente violentissime, non si contino più.

      3- hai ragione. parliamo di fiducia, non ce l’ho. non mi fido della lega, del suo atteggiamento e del suo approccio alla politica. e, parlando di orticelli di casa propria, non sono per niente soddisfatta di come gestisce le questioni economiche nel nostro territorio. se sai di avere problemi di bilancio, non vai a in giro a dichiarare che costruirete il più grande poligono di tiro sotterraneo d’europa [????] [peraltro dietro casa mia, grazie] e poi però forse forse non ti riesce perché devi pure vendere il parco papadopoli per metterci una pezza.

      4-lo so precisamente che in teoria e, sempre sulla palafitta nel fatato mondo di utòpia, la lega non sarebbe un partito italiano. dopodiché la lega è comodamente assettata a roma, e e fino a prova contraria lavora in italia per l’italia [non dire di no perché tecnicamente è così, li paghiamo tutti=lavorano per tutti]. èuna fase di passaggio strumentale a raggiungere obbiettivi ritenuti più alti quindi qualche sacrifizio s’ha da fare? po’ esse..ora come ora non li vedo alla disperata rincorsa dell’indipendentismo, li vedo continuare a lavorare [legittimamente peccarità] in contesto italiano, con schemi comportamentali tipicissimamente italiani. nel senso negativo del termine. che sia chiaro. a me. l’italia. piace.

  2. Roberto ha detto:

    1. La cosa non mi dà assolutamente fastidio, credimi. Il mio sarcasmo, è vero, c’è… Ma solo perché non capisco quelli che invece di dire “io voto x” o “io sono per”, dicono sempre o quasi sempre “io sono contro”. Se il tuo “gridare ai 4 venti” mi desse fastidio, non starei qui a perder tempo a leggere e a rispondere. Se ogni tanto leggo il tuo blog, lo faccio perché so che ci posso trovare sempre qualcosa d’intelligente e scritto bene. Spero che l’incidente sia chiuso. :-)

    2. Vabbè. Come dicevo, lasciamo perdere, dati i numerosi precedenti.

    3. Deprechi (e, ti dico, giustamente), la politica dell’orticello di casa ma la usi per giustificare una tua sfiducia di natura generale (e secondo me più che altro ideologica… Ma vabbè, questa è solo una mia personalissima opinione). Ti capisco, e so che è l’unico modo per poter dire, con un buon livello di ragione “la mi sfiducia si basa su questo e quello…”. Ma, detto ciò, rimane una contraddizione in termini. Non puoi provare niente con semplici esempi contingenti nel luogo e nello spazio.
    Tutto questo per dire che in politica non puoi provare niente (che è l’unica cosa che volevo dire io, a prescindere dalla fiducia tua o mia sulla Lega).

    4. Ma non è affatto un discorso teorico. E’ un discorso più che concreto, facilmente verificabile seguendo l’attualità politica. La Lega Nord opera davvero strumentalmente una politica federalista (e questo da sempre), pur stando a Roma in Parlamento e nel Governo. E lo fa tutelando gli interessi (o almeno così crede, ovviamente, dato che non tutti possono essere d’accordo) di chi rappresenta (la Padania – che non è un’invenzione ma un’entità storico-geografica e socio-economica e ben definita). Lo fa a Roma perché adotta sistemi democratici e, al contrario della Sinistra radical-chic, un forte pragmatismo che ovviamente fa fare i conti con le apparenti contraddizioni. Ma senza pragmatismo non si va da nessuna parte.
    Lo fa perché, ripeto, è un partito regionale e non ha nessun dovere morale di tutelare gli interessi nazionali. Il dovere, semmai, lo ha il Governo. E infatti, in quella logica, la Lega viene puntualmente contenuta. A me sinceramente fa incazzare… Ma, tant’è… Ci sta. E’ giusto che sia così.

    Il fatto è che la Lega propone un’alternativa alla politica ideologica del Destra-Sinistra con un Padania-Italia. Che non è per forza uno scontro, bensì una sana concorrenza.
    Agli interessi della Padania ci pensa la Lega; agli interessi degli altri territori ci pensino rappresentanti di quei territori. Può piacere o non piacere… Ma questo è. E lo è nella realtà, non nel mio mondo fantastico.

  3. Andrea Umberto Maria ha detto:

    Premettendo che di politica leghista non me ne intendo giacchè non vivo in un comune con giunta leghista, mi pare di poter comunque tenere le fila di un discorso generale sul programma del Carroccio dato che vivo in Italia e con la Lega ci ho a che fare ogni giorno sui giornali.
    Sono d’accordo con la proprietaria del blog circa la poca affidabilità della Lega: la rappresentatività politica è nelle mani (salvo pochi casi) di sciatti, barbari e poco eleganti personaggi dei quali spesso le dichiarazioni fanno perlomeno gelare il sangue; è innegabile che la maggior parte del partito (o almeno di chi comizia) sia xenofoba, per non dire razzista (le “palandrane”, i fucili e i cannoni sulle coste).
    Inoltre, il tanto auspicato federalismo fiscale è una manovra che trovo “sbrigativa”: ovvero mi dà tanto l’impressione di essere una facilitazione per risolvere meno equamente problemi di natura economico- sociale nazionali (e per “nazione” intendo l’Italia). Da questo ragionamento trovo sia pure semplicistico pensare che il federalismo risolva l’annoso problema (tutto italiano) dello spreco di risorse: l’esempio del poligono mi pare ferrato.
    Ho però sempre nutrito un forte pensiero: è indubbio che vivendo al nord il federalismo fiscale sarebbe un toccasana per le mie tasche; di conseguenza, potrei trovare perfettamente giustificato un mio voto alla Lega.
    Questo se l’idea non fosse totalmente avulsa dai concetti di uguaglianza e pari dignità sociale (“Agli interessi della Padania ci pensa la Lega; agli interessi degli altri territori ci pensino rappresentanti di quei territori”).
    Ecco perchè non mi auspico l’avvento di questo federalismo fiscale.
    La mia personale opinione sulla secessione è che ormai sia stata abbandonata tristemente anche dai vertici del partito, visto che sarebbe inconcepibile per qualunque tribunale europeo lasciar passare una separazione così improvvisata (e ingiustificata, se ci pensi) di uno Stato. Inoltre faccio fede che qualche anima legata alle degne imprese risorgimentali si leghi dinnanzi al Celtico Parlamento qualora dovesse circolare la moneta padana.
    Infine non sono proprio d’accordo sulla questione che pone Roberto, ovvero la “non prevedibilità dei programmi” (“Tutto questo per dire che in politica non puoi provare niente”): un programma è stilato perchè la gente leggendolo (quando lo legge) possa prevederne sia le conseguenze (assimilando ogni punto e verificando la possibilità della messa in pratica) che l’entourage che lo metterà in atto. Ecco, io dell’entourage non mi fido (vedi sopra i motivi), il prgramma non lo assimilo perchè è affatto distante dalle mie idee morali e sociali.

  4. alce ha detto:

    Credo che a dare alla Lega un vestito politicamente
    presentabile, concorra anche chi la snobba
    o la taccia di rozzezza e ignoranza.
    Quindi Ginevra, hai anche toppato. :)

    Il movimento politico della Lega è stato
    (e non sarà per molto ancora, se continua
    ad appoggiare berlusconi, e infatti vai che partono i primi distinguo)
    un ottimo rilancio in senso egoista (in accezione politico-economica)
    delle istanze degli operai che fino alla morte di Berlinguer
    davano il voto al PCI.

    Quelle persone che volevano migliorasse
    la loro condizione sociale, di loro operai,
    trasversalmente, su tutta la penisola,
    a un certo punto si son sentiti recintare e “proteggere”
    in un’altra categoria: i settentrionali.

    Nella Lega, quando si parla di operai, medioborghesi,
    lavoratori, si va sempre un po’ via veloce.
    La vulnus del partito (sulla quale la sinistra non batte mai,
    cialtroni teste di cazzo di incapaci che non sono altro)
    è che è un partito aggressivamente liberale,
    con un programma sudato PER le imprese,
    e un po’ (tanto) meno per i lavoratori.

    E infatti in ogni governo appoggiato dalla Lega,
    l’erosione dei diritti della classe media
    si è manifestata con buona pace della Padania
    intesa come POPOLO.

    Credo che la Lega proponga
    un abbaglio di benessere che non dura.
    Perché nell’economia nella quale viviamo
    (e sulla quale mi sono laureato),
    lo SCAMBIO è il perno dello sviluppo.
    Il recinto quasi-protezionista, il distinguo proto-razziale,
    il facile banalizzare i problemi in chiave efficientista,
    stakanovista e decisionista
    (un po’ alla Mussolini ai tempi di quota 90 e dell’autarchia)
    lascia il tempo che trova.
    E per SCAMBIO si intenda anche le scorie venete
    da smaltire, che si danno alla camorra (alla faccia dei terroni).

    Io non voterò mai Lega, non perché sono diretti
    da pagliacci senza uno straccio di scuola politica ed economica
    (salvo un’ora e mezza della vita di Maroni e
    dieci minuti di quella di Zaia),
    non perché non han paura di fregiarsi di villaneria,
    non perché si dimostrano privi di diplomazia
    e di rispetto dell’avversario.

    Non voterò mai Lega
    perché non sanno come si risolvono i problemi
    e perché sono troppo affascinati da miraggi tardoromantici,
    che sono peggio delle ideologie.

    Io posso discutere la coscienza di classe in termini politici
    e filosofici, e posso arrivare a comprendere
    una sua negazione fatta da persone coi controcoglioni.

    Ma non posso discutere origini celtiche,
    similitudini genetiche, dettaglismi linguistici
    e aneddotistica varia sulle potenziali virtù
    dell’entità padana.

    Perché sto perdendo tempo in cose
    che non mi aiutano a spegnere il mondo,
    che intanto continua a bruciare.

  5. Roberto ha detto:

    Coscienza di classe, medioborghesi…
    A parte che l’Ottocento è finito da un bel po’…

    Ma, a parte questo, appunto… Chissenefrega!

    Il punto è proprio questo. Continuate a ragionare attorno alla Lega dentro una logica superata e comunque estranea a ciò che la Lega è, e cioè un partito popolare autonomista-federalista-indipendentista.

    La Lega non è un partito di destra o di sinistra, non è un partito di classe o di corporazione, non focalizza il suo agire sulla lotta di classe o sul liberalismo. E’ un partito che ragiona in termini di rappresentanza del territorio e difesa/promozione dei suoi interessi.

    Può essere liberista o protezionista, vicina alle imprese o ai lavoratori… All’occorrenza. E cioè caso per caso. Semplicemente perché questi sono strumenti e non fini. Strumenti per arricchire (in tutti i sensi, non solo economico) tutelare, promuovere il territorio e il suo popolo.

    Tutto il resto, poi, sono i soliti insulti di natura razzista dettata dalla solita presunzione di superiorità e dalla dolorosa coscienza di essere fuori dal tempo e dallo spazio, impotenti di fronte all’evoluzione del mondo che non segue più i canoni filosofico-politici dell’ideologia marxista.

  6. Alce, nel senso che pitost meglio non scrivere niente? ti dirò che il post in questione era più che altro diretto a chi non si riconosce ideologicamente nella lega, ma si butta a votarla per fare cicca-cicca al piddì. o peggio a chi si limita a minacciare di farlo lanciandosi in imbarazzanti arrampicate sugli specchi per farla passare come arguta provocazione..

    Roberto, facciamo che sugli insulti di natura razzista soprassiedo purio..con uno sforzo in più anche sulla presunzione di superiorità dai..

    siamo pergraziadiddio nell’unione europea

    la moneta unica gira non esattamente dall’altroieri

    tutto punta in una direzione che possibilmente non sia quella del frazionamento e di creare casini da vecchia europa che magari uno sperava anche che s’era pronti a passare oltre

    e quelli fuori dal tempo e dallo spazio, però, son gli altri.

  7. Roberto ha detto:

    Ultimo mio commento, sennò non la finiamo più (beh, io, almeno), diventando noiosi (sempre io).

    Abbasta con questa Unione Europea!
    Sempre il solito non-argomento.

    L’indipendentismo cosa c’entra con l’Unione Europea?
    Niente. L’indipendentismo padano è rivolto all’Italia, mica all’Europa, giacché la Lega Nord è per l’Europa (unita) dei Popoli (e non delle nazioni di concezione ottocentesca – Europa che tra l’altro, ora come ora, è pura tecnocrazia e zero democrazia).

    E con questo mi congedo.

    • Andrea Umberto Maria ha detto:

      No ma siamo seri, vogliono coniare una MONETA.

  8. tushio ha detto:

    grillo hai rotto il cazzo. ma già da tempo.

    • qua, niente risse pliz, regolamento conti solo fuori dal locale.

      l’italia è comunque inserita in un contesto europeo di cui tener conto. poi a parte questo resto dell’idea che il sogno padano e l’idea di padania in sé non abbia senso. ma appunto si potrebbe andare avanti ore, e magari anche no.

  9. Roberto ha detto:

    E chi è questo tushio, fine intellettuale et arbiter elegantiae?
    Mi chiama addirittura per cognome ma io ne ignoro l’identità.

    In ogni caso, è proprio bello sapere di aver “rotto il cazzo” a gente simile. Mi ricorda una volta in più quanto diverso sia io (e tutti quello che han scritto qui, prima) da loro.

  10. Roberto ha detto:

    Ma dopo tutto…
    “La peggior punizione per certa gente è essere quel che è”.

  11. tushio ha detto:

    tu sei quello che cerca di entrare alla festa quando nessuno lo ha invitato. io sono il maleducato. mettila così, in mezzo a tanta gente che di te si è rotta il cazzo ma fa a meno di dirtelo perchè crede ancora nella civiltà, io son quello che ti dice che hai rotto il cazzo da un bel pezzo. fai una roba, stai nel tuo orticello, appendi il bandierone della lega sul terrazzino così ti rendi visibile e stai sicuro che appena abbiam bisogno di un parere sulla lega veniamo a chiederlo a te.

  12. alce ha detto:

    a parte che invece di usare il sarcasmo vista la piega seria che hai voluto dare prima,
    dovresti rispondere a quanto ho detto. E non ti permettere di darmi dell’ottocentista,
    perché o non hai capito quello che ho detto, o parli per slogan.

    In quanto dici ritrovo il disco rotto della propaganda del far politica nel 2010.
    Quel che dice: “svegliatevi parrucconi, ce l’ho qui la brioche!
    ce l’ho qui il metodo per risolvere i problemi!”. In questo caso, i problemi del Nord.

    Parla con qualunque professore, imprenditore, esperto di politica anche neutrale.
    E ti diranno che se neghi che la Lega è un partito di classe, dici una gran puttanata.

    La Lega di Miglio (te lo ricordi Miglio?) doveva essere una specie di P2
    che strappava il nord al borbonismo romano, per dire.

    Intellettuali e giornalisti del calibro di Lago, Saviane, Montanelli han sempre detto:
    sinistra svegliati che questi ti fregano la base e se la riconvertono in voti per la destra.

    Ma tu credi veramente che i piccoli imprenditori, gli operai, i precari, gli studenti, gli anziani
    e chi abita in zona ancora non toccate dai piani (s)regolatori, si possano sentire al sicuro a votare Lega?

    Ma dove sei stato esattamente negli ultimi quindici anni? :) (è una provocazione, tranquillo).

    Ma sai che a parte il personalismo di Zaia (uomo che ha studiato politica
    molto più che molti del centrosinistra comunque)
    siamo in mano a persone che si son sentite prese dal furore della politica
    e non saprebbero neanche da che parte cominciare per fare
    un protocollo di fattibilità per i restauri del proprio municipio?
    Di persone che ammettono candidamente che a loro basta
    la cultura del far bene il proprio lavoro
    e non si affidano alle consulenze di esperti per decidere
    su impatto ambientale, ergonomia, architettura, bilancio?

    Sai qual è la classe della Lega, quella che tu dici che non ha?
    Io l’ho conosciuta lavorandoci, avendola come cliente.
    È l’imprenditoria “abbagliata”, non illuminata.
    Quella che siccome ha fatto i soldi negli anni ’80 e ’90 ora pensa di esser Benetton o Berlusconi,
    e vuol metter becco nella cultura, nell’economia, nel tessuto sociale.

    E non ne ha il minimo merito. Son quelli che si riempiono la bocca di difesa del territorio.
    E fanno credere alle persone (forse anche a te) che la difesa del territorio
    è coltivare prosecco avvelenando le colline e gli agricoltori, per dirne una.

    La Lega ha tutto il diritto di esistere e di fare politica, sia chiaro.
    Ma il grande cruccio che mi resta è che convoglia voti non suoi. Come anche Berlusconi.
    Ci sono milioni di persone che pensano alla lega come partito del popolo.
    Non lo è per i motivi detti sopra, e perché un federalismo senza un bacino di tasse
    da federalizzare non ha senso. Chi paga le tasse secondo te?
    Gli imprenditori? Gli agricoltori? I commercianti? Le solite voci della Lega?
    Le tasse del Nord son pagate da statali, dipendenti e piccole partite IVA.

    Ah, ultima roba. Sono superiore solo a chi pensa che io mi senta superiore.
    Odio forse come te lo snobbismo. Ma lo snob ignora problema e vittime del problema.
    Io invece preferisco parlarne, perché se non ne parliamo,
    va a finire che poi qualcuno
    crede agli slogan.

    ciao!
    :D

    • Andrea Umberto Maria ha detto:

      Secondo me però oltre al lineare discorso economico e di affluenza popolare nei sondaggi leghisti ci devi mettere che sono dei populisti infami e schifosi e che fanno comunella con Berluscone perchè è stato bravo a far pendere mezza Italia (o forse più) dalle labbra della demagogia che fanno.
      Quando la sinistra ha iniziato a prendere ‘sta piega (da Prodi a Veltroni e ora Bersani) il pd ha fatto e fa cagare perchè cerca di oppore questa demagogia con altra demagogia, ma senza crederci; in più è morta la sinistra estremista (che per quanto mi stia sul cazzo serviva) e col filoamericanismo del pd chi votava il pci (o rifondazione) preferisce ammazzarsi che votare il centrosinistra.
      Scusa se l’ho messa giù male, ma non ho voglia di sforzarmi.

  13. mi fate un favore in quanto padrona di casa? mettete le pattine, e basta con quei cosi gialli che sorridono.

  14. tushio ha detto:

    gine, anche te, metti su i post al vetriolo poi ti stupisci se la gente si scanna. o nei post parli di ricette e fiorellini, oppure se tiri fuori la politica ti tocca lasciar fare. sù, un po’ di vita in questo inutile agosto. nessuno si farà comunque del male.

  15. alce ha detto:

    ma hai chiuso i commenti… uff comunista!

  16. alce ha detto:

    ah no. allora scusa.
    e comunque sei brutta.
    :P :P :P :P :P

  17. io non mi stupisco, ma in quanto tenutaria della magione sono anche moderatrice et responsabile .. poi non mi pare di aver tarpato le ali a nessuno.
    boia, se è inutile.

  18. grazie alce, se trovi la faccina che fa la linguaccia e quella con l’occhiolino abbiamo chiuso il cerchio e si possono scartare i tarallucci e il vino buono, salut!

  19. Roberto ha detto:

    Alce, non continuo il dibattito perché dovrei ripetermi. Non direi altro se non quello che ho già detto. Continuiamo a ragionare su livelli diversi e per forza di cose non riusciamo a venirci incontro.

    Secondo me, infatti, i ragionamenti tuoi, come di gran parte di quelli che tu chiami a esempio (l’elite intellettuale di destra e di sinistra), sono ancorati a una concezione superata della politica (almeno per quanto riguarda la Lega). Non te lo dico con disprezzo, sia chiaro. E’ solo un punto di vista.

    In quanto, poi, a parlare per slogan… Beh, mi pare proprio di non averlo mai fatto (credo, infatti, di aver sempre argomentato). Magari ho usato un solo termine “forte” (“ottoncentesco”) in senso sarcastico… Ma solo perché rispondevo al tuo primo post, che, converrai con me, certo non era all’acqua di rose.

    :-)

    tushio, vorrei proprio sapere chi sono quelli che si sono rotti il cazzo di me. Detto da te, poi, che non sai nemmeno chi sono, non ci siamo mai parlati… E non so io chi cazzo sia tu, se non uno che, a differenza di tutti gli altri intervenuti in questa sede, salta fuori da chissà dove per insultare senza motivo e accusarmi di fare propaganda, quando personalmente, almeno in questa sede, non l’ho mai fatta, dato che tutto il mio discorso verteva sui termini entro i quali ragionare con cognizione di causa attorno alla Lega, a prescindere da come la si giudichi (bene o male, condizioni che, se hai letto i miei scritti e li hai capiti, ho sempre tenuto aperte).

    Non capisco, poi, perché dovrei essere il non invitato alla festa, dato che i commenti, fino a prova contraria, sono aperti a tutti, e di certo non sei tu il padrone di casa, bensì Ginevra, che non mi ha certo impedito di scrivere (beh, lo può sempre fare, basta dirlo, comunque).

    Ma d’altronde, la mancanza di argomenti e l’incapacità di rispettare chi non la pensa come te, fanno di te un vero campione del tuo genere.

    Continua pure la tua strada, io vado per la mia. Auguri.

    • tushio ha detto:

      quando ho detto che hai rotto il cazzo, non intendevo mica insultarti. ora sì, testa di cazzo.

      • Roberto ha detto:

        Ahahah! Sei proprio ridicolo…

      • tushio ha detto:

        lo so, qeusta volta hai ragione. ma era tanto che volevo levarmi la soddisfazione di dirti che sei una testa di cazzo.

      • ah diofa..ancora qua state? porto due sedie così state più comodi?

      • Roberto ha detto:

        E finalmente, dopo tanto sforzo cerebrale sei riuscito a scriverlo. Ti do ragione io, stavolta… E’ vero, son soddisfazioni.

  20. Le Toille ha detto:

    ah sono arrivata tardi…

  21. Le Toille ha detto:
  22. le toille ha detto:

    Beh gine vota gli omisessuali negri e falla finita.

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