dimostrazione retroattiva dell’esistenza di dio

Si parta dal presupposto che a un certo punto, diciamo primasecondalementare, è capitato che vivevo arrampicata su una rocca medievale in provincia di Rimini, un altro posto dimenticato da nostro signore l’altissimo che però ci si vedono dei tramonti che finora non ho ancora beccato da nessuna parte.

A un certo altro punto che era tipo stamattina, invece, ero lì che sbadigliavo sopra un cappuccino a Veneziamestre e parte a suonare un organo. Non fosse che ho riconosciuto subito l’attacco avrei pensato a una deriva mistica del bar della stazione con puntata su Radio Maria.

Erano gli 883 dei tempi d’oro con Una Canzone d’Ammòre. Max Pezzali baritonale as usual, accenti sballati, ardite metafore che se si potessero spiegare li scriverei sulla lavagna del tuo cuore uò-uò dei sogni miei dei sogni miei lo sai.

Mentre constatavo di saperla per benino tutta a memoria ivi compreso l’intero album di provenienza, mi ritorna in mente che alle elementari ci andavo ‘ppppazza, per gli 883. Soprattutto in quel periodo là in cui stavo arrampicata sulla rocca.

E infatti poi, qualche mese dopo che ci eravamo traslati altrove, una delle mie amichette della prima secondalementare mi telefona e mi fa che gli 883 erano andati proprio lì, a Verucchio, a girare il video di Una Canzone d’Ammòre con tutto un carrozzone di gente che c’erano tipo anche Paola e Chiara quando non erano Paola e Chiara e Stefano Accorsi quando negli autografi gli chiedevano per piacere di firmarsi Maxi Bon [è vero, li ho visti quei fogli a quadretti stropicciati con su scritto Maxi Bon, ne avevo anche uno che poi, amarezza, è andato perduto]. E quindi, prosegue la mia amichetta dicendo che in questo video trashissimo con Max Pezzali che sposa una modella platinata con la faccia da cavallo, hanno fatto tutti le comparse, no? E insomma è stato un peccato che siano venuti proprio ora, capisci? Proprio ora che sei andata via.

E io lì per lì, diobono, che male che ci ero rimasta. Mesi a mangiarmi il fegato e a scrivere sulla lavagna del mio cuore gesù sei kattivo.

Allora se adesso andate sul tubo a guardare questa opera maestra, potrete vedere tutta una serie di signorini e signorine, bimbi e bimbe vestiti da cerimonia primi anni novanta che posano insieme con le facce beote . Lo vedete quel posto vuoto in un punto immaginario? È il mio, ho otto anni, sorrido, e faccio il gesto dell’ombrello.

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6 commenti
  1. Signor Mistero ha detto:

    Maxi Bon. Dioccristo.
    Ricordi che non andrebbero riesumati.

  2. lafataigniorante ha detto:

    che scago. la so TUTTA a memoria.

  3. vedi? e la sai pure tu che hai un passato di impermeabilità alla cultura italo-pop-trash, max è maggico..

    lorro, ricordi che vanno debitamente incorniciati..

  4. uomo.della.montagna ha detto:

    in quel teeeeempoooo ascoltavooooo ac/dc, ozric, aphex twin e gli iron maiden: pero’ che culo essere sopravvissuto alla maledizione degli 883 .

  5. monica ha detto:

    La musica trash che ognuno di noi ha nel proprio background dà il senso del passaggio delle generazioni.

    • guarda il topastro, e trema pensando a cosa può ancora riservarci il futuro..

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