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Archivio mensile:luglio 2010

Allora martedì scorso ero a una cosa che si chiama Martedì Horror, che come tradisce il nome medesimo vuol dire che c’è un posto dove al martedì fanno vedere i film horror. Peccato che è quasi finita, quindi se per caso stasera verso le nove, puntuali, passate per Vittorio Veneto e avete un sacco di voglia di rivedervi Nightmare, lo potete fare al Circolo Arci di Anzano.

Che con tutto il rispetto per chi fa questa cosa che son bravi, non è che volevo scrivere qualcosa in merito. Però poi loro si son messi a fare i corti scemi di presentazione al film della settimana, e mi hanno fatto venire in mente una roba.

Cioè che il martedì appena passato c’era appunto questo corto scemo linkato quidiseguito dove, per esempio, potete vedere Tushio in tutta la sua pelatissima scempiaggine, muoversi in un ameno contesto che si chiama Parco Papadopoli.

Il Parco Papadopoli è un posto fichissimo che c’è a Vittorio sud, diciamo. Vi si trovano ubicati cose tipo la Villa Papadopoli, la Biblioteca Civica [che poi sarebbe la foresteria della villa, quindi chevvelodicoaffare che la biblio di V.V. è fichissima pure lei] e  un sacco di alberi.

Non voglio entrare nel merito delle questioni dei problemi di bilancio del Comune, sta di fatto che il complesso parco-più-villa si vagheggia neanche tanto vagamente di venderlo per fare cassa [no aspetta, era per stroppar buchi nelle strade]. Per ora è tutto fermo che se ne riparla a settembre, nel frattempo una cosa che si può fare è andare sul sito del FAI e firmare per Parco-Papadopoli-Luogo-del-Cuore. Facevatelo.

Ma tipo che lui forse ci crede veramente, che all’amica che ti ha preso in prestito il ragazzo, le dai la metà della porzione di Viennetta che dai all’amica che ti ha preso in prestito il vestito.

 

 

notabene: Che poi tra l’altro cercavo delle robe sulla Viennetta, che non mi ricordavo se la Viennetta aveva uno slogan preciso o no, e mi sono imbattuta negli Storpionimi e in questa cosa qua e a un certo punto c’è che La Viennetta è un piatto che va consumato freddo. E ho molto riso.

 

Io non lo so, magari è solo una visione distorta della realtà, però quest’anno, nel mentre che ero in Russia, mi pareva che dal Veneto e in particolare dal trevigiano arrivassero tààànte più notizie cretine del solito.

Allora visto che la magia pare non essersi interrotta, voglio pensare che adesso il trevigiano fa tendenza come i branchi di cani randagi che ti mangiano, gli aerei che precipitano, i boom di microcriminalità, gli ascensori che si schiantano.

Che non è così male, e ci sono oltretutto gli innegabili vantaggi degli spunti per lo studio zoologico e degli argomenti di conversazione con cui intrattentersi all’ora dello spritz.

 

 

(*) Che ‘nfatti quella roba del titolo l’ha detta un’amica mia etero di Spresiano, all’ora dello spritz. Tò, un po’ dopo.