l’uccisione di babbo natale

Ovvero: Ritorno nella capitale della Repubblica dei Calmucchi alla ricerca di un affresco di Chuck Norris.

Questa è una storia di equivoci, ambiguità, e crudeltà mentale. È una storia che nel bene e nel male è giunta al termine, e il cui finale si consuma nel cuore della Città degli Scacchi, nuovamente, a Elista.

La Città degli Scacchi, la cui esistenza era stata messa in dubbio, c’è. Si raggiunge in una decina di minuti di marshrutka.

Le marshrutke calmucche sono sempre gialle e sgarrupate, ma con i Buddha ciccioni che pendono dagli specchietti retrovisori al posto delle icone e dei rosari musulmani, col folk calmucco al posto della techno, con la signorina gentile che apre e chiude il portellone e ha il telecomando per alzare e abbassare il volume del folk calmucco.

La Città degli Scacchi è un posto finto in mezzo al nulla. Ma non finto per finta, finto sul serio. È piccolissima, non ci abita nessuno, gli alberghi sono vuoti, le case sono come scenografie di quel film dove Nicole Kidman stava in una città fasulla con le casalinghe anni 50 che in realtà erano cyborg.

C’è la Hall degli scacchi che è aperta solo al primo piano perché sopra ci sono i remont. Ci sono i guardiani-portinari-milizioneri-boh che se sei russo controllano che non fai guai, se sei europeo e snoccioli informazioni demenziali su Il Presidente, ti aprono il secondo piano e fanno da ciceroni.

C’è una lunga parete affrescata su cui vengono rappresentati con imbarazzanti tinte pastello tutti i maggiori campioni di scacchi in pose plastiche e possibilmente in compagnia de Il Presidente.

Lui, non c’è. Perché? Forse è ai piani superiori a cui non c’è proprio verso di accedere, forse ha ragione la Franzuzhenka, che noi non possiamo trovarlo, e’ solo lui che puo’ trovare noi. O forse non c’è e basta, è sempre stata una menzogna.

Poi ho visto una parete con delle foto, in verità splen-di-de. Ho pensato all’articolo, a quello che ho letto quattro anni fa in italiano e a quello in inglese a cui evidentemente non ho prestato abbastanza attenzione. Ho visualizzato un tizio, un redattore? Un correttore di bozze? Un passante? Quel qualcuno che ha tradotto, e che un giorno pagherà, insieme a quell’altro infame che mi ha fatto passare Astrachan per città dal clima temperato.

Resta comunque il fatto, che quel passo sicuro, è veramente una cifra sicuro.

Magari non l’avete visto bene, quissotto in grande Chuck Norris e alla sua sinistra Il Presidente Kirsan Iliumzhinov. Per chi fosse interessato ho anche quella in posa con Steven Seagal avvolto da una tonaca buddhista a mo’ di sudario.

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3 commenti
  1. oh finalmente! ma era una foto quindi… che fanno giocano a heroquest?

    • arcano svelato, posso andarmene in pace. dalla russia, s’intende.

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