la’ dove c’era l’erba ora c’e’ mare mare

Adesso pare che sia già finita o quasi, ma ancora fino a domenica scorsa, c’era la polovad’i, la piena.

È una cosa che succede a maggio nella campagna fuori Astrachan, andando verso sud in direzione del Mar Caspio. Cioè poi magari non succede solo nella campagna fuori Astrachan, però io quella ho visto.

La Volga e gli affluenti della Volga straripano, e la campagna non c’è più. Proprio sparisce completa, o si formano degli isolotti che non sono isolotti. Per decine di chilometri.

E tipo nei villaggi di campagna che chiaramente si trovano sparsi nella campagna, gli abitanti sono abituati che a un certo punto aprono le finestre e il mondo è sparito. E allora invece che andare a fare la spesa o a trovare nonna normale come sempre, prendono la barchetta.

Che l’inondazione in sé, le case sgarrupate che ci spuntano in mezzo, i tralicci e il sole postatomico, son cose che un po’ le guardi e pensi che sono messe lì apposta per farti pensare,

  • uno. Ma pensa questi che non l’hanno mica deciso e son nati qua e qua ci resteranno tuttalavita.
  • due. Qua una volta era tutta campagna [ah-aah-aaah]

Comunque la polovad’i dura circa due settimane. Ed è bellissima.

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