i maschi disegnati sui metrò ci sorprendono sempre

Visto che non mi lamento mai, tempo fa mi lamentavo dei tamarri senza fantasia, o giù di lì.

Allora all’uni c’è questa aula magna con un super palco e un mega proiettore che in questi mesi c’è passato sopra veramente di tutto, da Nonno Gelo alle ciliegie carnivore.

L’altro dì c’era tipo la Giornata dell’Amicizia tra i Popoli, e c’era tutta questa alternanza di cinesi pieni di pathos, tagiki che cantavano in playback, azere che cantavano con gli ultrasuoni.
E davanti a me una crew di hooligan anch’essi azeri, e tra gli hooligan azeri uno avvolto in una bandiera dell’Azerbaijan.

E quando la bandiera se l’è sfilata di dosso, sotto, c’era la ragione-valida-del-giorno per essere ancora qui.

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4 commenti
  1. palombs ha detto:

    adesso anche le magliette, a parte il fatto che le province sono disposte a cazzo, è chiaramente l’ultimo segno non confutabile. bisogna far delimitare la zona col filo spinato.

  2. bobaz ha detto:

    gine..vorrei solo farti notare che la città scritta a caratteri cubitali è: BRESCIA. Fino a qualche anno fa l’avrei interpretato come segno del Destino Crudele.
    cmq non posso credere che quella maglia sia veramente di Moschino..chissà quanto l’avrà pagata..no comment

    • come se non l’avessi notato subito. e non ho neanche scritto che quando ho chiesto al tizio di fotografarlo e’ partito un coro di azeri che facevano “bre-scia! bre-scia!” , a caso. quanto ti ho pensata.

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