il natale coi tank

[ Radio Marshrtuka: Smuglyanka Moldavanka – Coro Dell’Armata Rossa ]

A Volgograd, la parata è super imponente e super difficile da vedersi se arrivi tardi, sei basso, non ti arrampichi da qualche parte. Se sei arrivato in ritardo è comunque inutile che cerchi superfici arrampicabili perché tanto i bambini si sono già presi tutte le finestre, tutti i muretti, tutti i rami di tutti gli alberi. Non ho mai visto tanti bambini tutti assieme. Non sto scherzando, credo sul serio di non averne mai visti tanti.

Non lo so perché c’è questo uso, ma alle bambine fanno i codini e ci mettono su du’ fiocchi bianchi enormi di tulle che poi sembrano un compromesso tra Čeburaška che fa lo smorfioso e n’ovodepasqua. I bambini hanno i berrettini militari con la spilletta falcemmartello. E’ la loro festa, molto più del Natale. È come il Natale, ma coi tank.

C’era pienissimo di nonni con le giacche coperte di gradi e medaglie che si facevano centinaia di scalini a uno allora, comunque con l’aria di chi ti scherza che te che degli scalini ti lamenti, in guerra non sopravvivevi all’alzabandiera.

C’era questo bambino sulle spalle della nonna boccheggiante che parlava al telefono e diceva qua tutto bene, qua è bellissimo, ci sono i tank, è suuuper! E la nonna sotto che tirando gli ultimi gli dice graziealcazzo, che è super. Cioè il succo era questo, ma non volgare.

C’era un signore molto anziano, seduto su uno scalino, uno di quelli soli col berretto con visiera. Teneva un palloncino giallo per il filo e abbracciava un enorme mazzo di garofani rossi tutto insieme. Spero l’abbiano recuperato presto, che iniziava a piovere.

C’erano i soldati quelli di vedetta che poveri non si possono muovere e intorno pieno di cagacazzi che ci si fanno le foto in posa. Allora arriva una mamma che mette il bambino duenne sul muretto di fianco al soldato di vedetta per fargli la foto. Il duenne lo guarda, guarda l’obbiettivo, riguarda il soldato e gli tocchigna il gomito in un disperato tentativo di dargli la vita per una posa normale. La mamma gli dice nnnnooooo, mettiti impettito. E il duenne, deluso e professionalissimo, getta la spugna e s’impettisce con quelle microbe mani dietro la schiena. Click.

Poi c’erano tantissime scarpe e vestiti molto molto appariscenti con dentro delle persone di età diverse, ma l’unica cosa rilevante, è che pare stanno venendo di moda le meches zebrate.

 

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