panteismo is cool

Buon primo giorno di primavera.

Ci sono rimasta anche un po’ male quando mi hanno detto che qua dicono che il primo marzo è il primo giorno di primavera. Cioè noi lì a menarcela ancora che una rondine non fa primavera, e loro qua con meno tre gradi e i fiumi di fango assassino che festeggiano che tra poco arrivano i fiori rosa fiori di pesco.

A ogni modo, ieri che era la vigilia del primo giorno di primavera era anche il compleanno del Profeta. Muhammad, il Profeta. In realtà non è  chiaro quando sia, questo compleanno, ma per non sbagliarsi lo festeggiano tipo dal 25 al 28 febbraio, quando il 28 c’ è.

Quindi, al grido di Buon Compleanno del Profeta Muhammad, si è andate nuovamente tutte assieme in E K S K U R S I A sulla corriera delle gite prolocomistiche. Al solito, portate per mano dalla sempre amata Dalaizia, e da Uilliuonka.

Sulla Dalaizia si è fatta luce. Essa è psicologa, e queste gite sono inserite in una sorta percorso terapeutico. Ne deriva che gli avventori sono perlopiù clienti o amici con qualche problema sospeso. E noi.

Uilliuonka, oltre che maestra di stile, è una vera guida turistica, e donna con la voce al terzo posto sul podio delle voci più letalmente ultrasuoniche al mondo. Al primo e secondo ci stanno le mie zie vere, oltre ci sono solo la Banshee e la morte cerebrale.

Il tema dell’ekskursia in questione era: andiamo a ingiro per qualsiasi luogo di culto esistente ad Astrachan, ma soprattutto per moschee.
Le moschee principali di Astrachan centro,  si trovano in via Każanskaia, che è una via che sta nella zona della città a prevalenza di abitanti musulmani, e vicina al Balšoyi Iżad, che, come suggerisce il nome, è un bazar grande, taaaaaaaanto grande. Ma di quello ne parlerò con calma un’altra volta.

Quindi ci sono la moschea verde, che è quella iraniana, la moschea rossa, poi quella bianca, quella nera, e poi onestamente ho perso il conto e forse anche conoscenza. Quando l’ho ripresa eravamo nella chiesa cristana degli armeni. Varcata la soglia di quella cattolica è scattata la fuga.

Le chiese ortodosse, giusto per usare un lessico fedele alla storia dell’arte, sono fighissime. Le moschee, anche, che veramente ci perderei le giornate, nelle moschee.
Ecco, a confermare che bello+bello non fa bellobelloinmodoassurdo, quando il gusto cristiano ortodosso e quello islamico si incontrano, succedono delle cose che non sarebbero mai dovute succedere, tipo questa:

Si segnala la Moschea Rossa come felice eccezione. Quanto alla Verde, la Nera e la Ics, grazie al cielo, erano troppo piccole per fronteggiare degnamente il buon gusto.

E comunque, noi l’altra volta si scherzava che la cricca della prolocomistica faceva pendant interreligioso, ma quelli, in moschea, si sono messi a rimeditare sul serio.

La Dalaizia, spietata, in cima al minbar (*).

la dalaizia non teme il confronto con la divinita'. la dalaizia e', la mia divinita'.

(*) laddove per minbar si intenda un pulpito, come quello quassopra nella foto.

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3 commenti
  1. giulio ha detto:

    grazie per la nota *, se non avessi specificato avrei continuato a leggere minibar, quello dei minihotel…

  2. ti diro’, la dalhaizia che medita in cima a un minibar, ce la vedo dibbrutto..

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