panteismo is the way

S Novym Godam. Buon Anno.
Di nuovo, precisamente per la terza volta se vogliamo calcolare anche il vecchio Capodanno Ortodosso. Comunque, Il quattordici febbraio è toccato al Capodanno Cinese. Quindi, domenica mattina, il block 502 dell’obšežitie giallo, korpus uno, piano quinto, l’ascensore è un’inutile istituzione borghese, si è destato di buon ora. E tutteassieme siamo andate in gita. In Calmucchia.

Se guardate la cartina che c’è su questo blog, la vedete bene, è l’Oblast confinante con quello di Astrachan. Una piccola Repubblica Autonoma, che fa comunque parte della Federazione Russa, e in cui vive l’unico popolo buddhista del Caucaso.

I calmucchi, emigrano dalla lontana Zungaria (che era tipo vicina alla Mongolia Interna) in zona XVI secolo. E qui, in zona Volga, si insediano. Date le loro origini mongoliche, hanno tratti spiccatamente asiatici, che possono farli confondere con i kazaki.

I calmucchi, durante le Guerre Napoleoniche, si sono offerti con un certo entusiasmo di aiutare lo Zar Padre, fino a spingersi a Parigi insieme all’esercito zarista, quella volta del 30marzo1814. Negli annali resta, che ai francesi, i russi sono sembrati un po’ strani. Mica per niente, più che altro per quei tipi con gli occhi a mandorla che combattevano con arco e frecce a dorso di cammello.

I calmucchi, durante la Seconda Guerra Mondiale, è un azzardo e un’esagerazione dire che in larga maggioranza hanno sostenuto i tedeschi. Però poi Stalin, quando ha fatto la conta di quelli da deportare in Siberia e Asia Centrale per tradimento (con annessa cancellazione delle rispettive repubbliche dalla carta geografica), insieme a ceceni e ingusceti, ci ha messo anche loro. Che a momenti si estinguevano, come i panda.

I calmucchi poi, e anche tutti gli altri, nel ’53 Crušëv li ha fatti ritornare, fisicamente e geograficamente.

Quindi domenica, siamo andate in gita nella Repubblica dei Calmucchi, a vedere un tempio buddhista. Quattro ore di autobus nella Steppagelata. Mai visto tanto bianco. Sopra, sotto, ailati, ovunque.

Lo stile della gita, è prolocomistica. L’organizzatrice, è un essere mitologico nato dall’innesto della tua vecchia zia più stereotipata nel cervelletto del Dalai Lama. Proprio tutta, la zia.
La prima tappa è una piccola chiesa ortodossa, dove la Dalaizia ci spiega che se guardiamo intensamente le icone e poi chiudiamo intensamente gli occhi, queste ci passano della super energia karmika. Intorno a noi gli altri avventori della gita pregano, toccano e baciano le icone. Quindi, uno dice, saranno russi ortodossi.

Poi, la Dalaizia ci costringe a farci benedire dal Padre. Tutte, cioè, anche la Kazanka che è musulmana. A ogni modo la benedizione consiste in una croce di acqua santa spennellata sulla fronte. Immagino mille scene di autocombustione, squarci nel cielo e piogge di rane, ma niente.

Poi, arriviamo alla città di Żaganaman, e al tempietto buddhista. Macchia di kitch spintissimo nella più bianca delle desolazioni.
Il monaco è un cinese della nutrita comunità di cinesi buddhisti quivi insediata. Felpa con cappuccio sotto la tunica. Sembra un pugile triste, ma ha un discreto senso dell’umorismo.
Ci spiega che per costruire il tempio voleva chiedere dei fondi a Taiwan, ma in seguito ha conosciuto Il Presidente(*) calmucco, che gli ha detto no, non serve, te li do io i centomila dollari che ti servono. E così, grazie a Il Presidente, ora c’è il tempietto. E anche quello grande di Elista, la capitale. Tutti plasticosi come sorpresone kinder, e nuovi, dato che al ritorno, nel ’53, della vecchia Repubblica non era rimasto molto.

Intorno le persone, nel senso le stesse persone, pregano, baciano e toccano gli arazzi del Buddha. La Dalaizia ci dice che se guardiamo intensamente il Buddha e chiudiamo intensamente gli occhi, son botte di energia da paura e possiamo chiedere salute, felicità e quant’altro.

Tra un po’ pare che ci sarà un’altra gita prolocomistica a vedere le Moschee dell’Oblast di Astrachan. Io andrei, anche solo per vederli che si prosternano tre volte in direzione della Mecca.

(*) Agli Illuminati, perfavore niente spoiler. Il Presidente e La Capitale, sono argomenti che andranno trattati a parte, quando finalmente visiterò Elista. Ci vorrà ancora un po’, ma in fondo non vedo perché rovinare con la fretta uno dei miei argomenti di conversazione preferiti.

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9 commenti
  1. LE Toille ha detto:

    MA L’HAI VISTO IL PALAZZO DEGLI SCACCHI? CHUCK NORRIS???

    • te e quell’altra, siete la mia croce..anzi, parafrasando Il Presidente, siete la mia corona di spine..

      • LE Toille ha detto:

        chi è quell’altra? ah che carnevale che ti sei persa…. in realtà ho sentito molto la tua mancanza quando un gruppetto scrauso ma molto convinto ha intonato “sarà perchè ti amo” e altre amenità trash. però ho insegnato a mattia a ballare da vero davk. in tutto questo ero vestita da robot da cucina braun.

  2. giulio ha detto:

    Quando ti troverai di fronte a Il Presidente, guardalo intensamente, poi chiudi intensamente gli occhi. Sentirai un sacco di energia.
    Se invece ti troverai di fronte a Chuck Norris, NON guardarlo intensamente e NON chiudere intensamente gli occhi. Potresti esplodere.

  3. giulio, io quel giorno penso che moriro’ per un attacco particolarmente violento di sindrome di stendhal..

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