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Archivio mensile:febbraio 2010

L’ irresistibile  humor inglese, dell’autista di marshrutka.

"posto per sbatterci la testa"

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C’è la Każanka, mia stimabile vicina di letto, che lavora, è anche lei pripadavatiel_insegnante. Allora tra le altre cose, insegna inglese in una scuola coi bimbi, e questi bimbi avevano preparato tutto un lavoro sul Capodanno come si festeggia nel mondo.

Che ricordo, in Russia il Capodanno è più importante che da noi, è come il Natale. E anche se sono finiti da un pezzo, chissenefrega.

I bimbi quindi volevano che le garrule ospiti straniere presenziassero. E insomma, non è che si può dire di no.

Allora ci sono delle mattine,che la Każanka, per andare all’avoro in questo posto dei bambini
si sveglia all’alba. Cosa che permette a me, fancazzeggiatrice venuta da ovest, di attaccarmi al suo portatile di chiavetta internet munito e postare le mie cose. Cosa che mi innesca tutta una serie di metafore geopolitiche che se non le fermo mi avvelenano il tè. Quindi le fermo.

Allora ieri abbiamo fatto per andare in questa scuola, e abbiamo preso una marshrutka. Poi un autobus. Poi un’altra marshrutka. Due ore due.

Fuori da Astrachan, quando si abbandona la città e si apre il resto dell’Oblast, a meno che tu non vada verso la steppa, che sì è desolata, ma è comunque fighissima. È tutto più o meno così.

I bambini, comunque sono stati bravissimi. Sono bravissimi in generale.

Di quelle delle donne, mi pare che ho già blaterato abbastanza.

E allora, volevo dire a Bambi e Bobi, che per una volta nella vita sto facendo quella cosa che mi hanno sempre sempre detto di fare e che non ho mai mai mai fatto.

Guardo le scarpe degli uomini.

O piuttosto, le scarpe degli uomini mi aggrediscono la retina, e la retina implode.