voglio vederti danzare [DAN-ZA-RE]

Si prega il nostro gentile pubblico di spegnere cellulari e apparecchi elettronici, e di non salire sul palco.

Sul palco, ci sale Giggidalessio. No, Apicella. No, Albano Carrisi. Con fare da bullo scrolla le spalle, prende il microfono e e allora canta la sua canzone. No, è Apicella. Senza chitarra e con una giacca strutturata. È un posteggiatore in un ristorante napoletano un attimo prima che il premier lo renda leggenda.

Anekdokt: ci sono tre italiane in un teatro russo che scoprono quanto il passo sia breve tra uno spettacolo di danze tradizionali cecene e il Festival di Sanremo.

Anna Tatangelo non è mai stata vestita così bene. Tipo Milly Carlucci a 30 ore per la vita ’95.

No, è l’ idolo delle folle caucasiche, la Laura Pausini ingusheta [prima o poi risalirò al nome]..canta su basi dance che devo aver sentito dieci anni fa a un giro di Tagadà, si muove con classe oggettiva fasciata da velluto elasticizzato. Ci chiediamo se lo sappiano.

Nel senso, magari non lo sanno che anche se ti metti un fazzoletto in testa e hai le maniche lunghe, il collo alto e la gonna lunga fino ai piedi, col velluto elasticizzato, si vede che hai il culo marmoreo e la quarta di reggiseno. SI-VE-DE.

Noi, pensavamo veramente che fosse uno spettacolo di danza. Invece era un concerto inframezzato da dieci minuti di balli tradizionali.

Dieci minuti fighissimi, però.

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