“Ancora non capisco perché mi sono lasciato convincere dagli editori a imbarcarmi in questa impresa. Provate a entrare in una libreria e a dare un’occhiata alle montagne di libri che si oubblicano oggidì, con la speranza di venderli. Perlopiù sono opera di professionisti che hanno qualcosa da dire. Eppure, tempo un anno, la maggior parte di questi libri saranno sul banco a metà prezzo. Se poi per miracolo il mio diventasse un bestseller, tre quarti dei soldi li intascherebbero l’ufficio delle tasse. Ma è un’eventualità improbabile. Chi volete che compri i pensieri & opinioni di Groucho Marx? Io non ho idee che valgano un fico, e niente di quello che so può servire a chicchessia.
I libri che vanno forte sono quelli di cucina, i tomi di teologia, i breviari del “fai da te”, e le rimasticature della Guerra Civile (il loro motto è “Non ti scordar di lei”). Titoli tipo Come essere felici benché jellati, Il piatto che conquista e Perché il generale Lee perse lo scudetto a Gettysburg vendono milioni di copie. Come posso competere?”
“Per quanto ricordo, la maggior parte degli eventi da me riferiti sono veri, ma di fatto non è che adesso mi conoscete meglio di quando avete cominciato a leggere questa inconsulta avventura. Non dico che ciò sia un male; se mai c’è da congratularsi con voi. Quello che voglio dire è che voi non avete la più pallida idea di cosa succede dentro di me.”
{“Groucho e io” _ Groucho Marx _ Adelphi Edizioni _ prima ed. 1997, seconda ed. 2003}

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Matteo B Bianchi recensisce La questione più che altro sul suo blog con parole che mi rendono felice. Dice che è permeata da un’ironia implacabile e serrata e che da molto tempo non sorrideva tanto come durante la lettura di questo romanzo. La recensione nella sua interezza si legge QUI e Matteo B Bianchi nelle prossime settimane si occuperà anche di altri esordienti che lo hanno colpito, io lo seguirò.

È primavera e di primavera io mi sorprendo che ogni anno, da due anni, le piante del balcone verdeggino e fioriscano, sopravvissute alle mie amorevoli cure, cioè all’assenza delle medesime. Come premio l’altro giorno ho acquistato del fertilizzante Cuore di Bue, che centellinerò, nella speranza che non soccombano all’emozione.

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Telefonetto dichiara che è l’una e cinquanta. Se respiro profondo fino a rilassare tutti i muscoli che non ho e perdo i sensi entro i prossimi dieci minuti faccio in tempo a dormire sei ore.
Invece mi perdo nelle carte stellate argento e blu dei cioccolatini consumati a letto per noia. Le stiro bene con sfregare di polpastrelli, pensando che se la notte fosse luminosa come questa foglia di alluminio dormirei più facilmente.

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